Il serpente

Recensione di Antonio Boggio

Autore: Luigi Malerba
Titolo: Il serpente
Edizioni: Mondadori, 1998
Pagine: 210

Di alcuni manuali di scrittura ho condiviso una sacrosanta regola: non mentire al lettore. Soprattutto nei gialli, l’autore non dovrebbe dissimulare quelle informazioni utili per la risoluzione del caso.
Il lettore deve confidare nelle parole del narratore: tra i due si stabilisce un rapporto di fiducia che li lega fino all’epilogo.

Ma che cosa succede se la vita del narratore segue percorsi non convenzionali, nei quali la dimensione narrativa mette alla prova il senso comune, inciampando in fantasie talvolta improbabili? Che cosa succede se il narratore è un narcisista mitomane e la menzogna diventa il leitmotiv dell’intera opera?

Luigi Malerba crea un personaggio affascinante, un uomo comune che arricchisce la propria vita insulsa e insignificante con delle menzogne.
Chi non è mai stato tentato di farlo?

Il serpente potrebbe sembrare un giallo a sfondo passionale: un commerciante di francobolli conosce Miriam, si innamora e diventano amanti. Lui sa poco della sua vita, e questo lo porta a sviluppare una gelosia morbosa. Infine la uccide, la mangia e poi si costituisce. Ma è proprio durante la confessione che cominciano i dubbi su tutto il racconto e la verità inizia ad assumere una forma che non ci si aspetta.

La prosa di Malerba supera le forme tradizionali della narrativa, attraverso la lente deformata del suo personaggio ci fa osservare la realtà e i drammi spesso inconfessabili.
La realtà dunque è deformata, il torbido umano esasperato, ma vivo nei pensieri del protagonista e quindi concreto.

Luigi Malerba ha fatto parte del Gruppo 63, Il serpente – suo primo romanzo – rappresenta in pieno lo spirito sperimentale e neoavanguardista del Gruppo, il quale opponeva al clima di conservazione culturale vigente – dopo l’isolamento del fascismo e il realismo narrativo del dopoguerra – la ricerca di nuove soluzioni linguistiche, una grande libertà narrativa e di sperimentazione.

Metaforicamente verrebbe da fare un parallelo: il serpente, animale considerato in maniera negativa, spesso contraddittoria, con Malerba cambia pelle nel segno del rinnovamento e della liberazione della letteratura da un’epidermide ormai vecchia.


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