Le sedie di Dio / diffida pubblica

Io, Simone Olla, nato a Cagliari il 05/04/1977 e residente in via Lago di Como 37, 09045 Quartu S.E. (CA), vista l’impossibilità di un accordo amicale e in quanto unico proprietario dei diritti intellettuali e d’immagine della mia persona relativi al lungometraggio Le sedie di Dio (selezionato al festival internazionale del cinema di Milano nel 2014) con la presente diffido pubblicamente il Sig. Jérôme Walter nato a Parigi il 26/05/1985 e residente in rue du Haras 22, 78530 BUC (Francia), dall’utilizzo dei suddetti diritti sotto qualsiasi forma, e intimo l’immediata distruzione dell’opera stessa.

Non ho mai autorizzato né in forma scritta né in forma orale lo sfruttamento di tali diritti, perciò tutte le violazioni di tale diffida, intercorse dal settembre 2014 a oggi 23 gennaio 2020, saranno perseguite a norma di legge.

[Le sedie di Dio / scheda IMDB]

[Le sedie di Dio / trailer]


Le sedie di Dio

LE SEDIE DI DIO (85’/FRA/2014)
di Jérôme Walter Gueguen
scritto da Simone Olla e Jérôme Walter Gueguen
con Enrico Masi, Jérôme Walter Gueguen, Simone Olla, Filippo Balestra
musica di Pierre Sangue, Zende Music e Zhi LiProdotto da Les films du Lemming
in collaborazione con Malicuvata, Caucaso, Aplysia, Isolavision, Forêt Bleue, K2scar

[Pubblicazione dell’opera in cartaceo e derivati a cura di Malicuvata]

PRESENTATO IN CONCORSO AL MILANO FILM FESTIVAL 2014 – SEZIONE LUNGOMETRAGGI

SCHEDA
Questo film che tu proponi avrà un pubblico? Posso venderlo in Corea del Sud, posso venderlo in Brasile? Manco conosci i nuovi mercati: cosa interessa una sedia nel Brasile?
Il produttore incalza il regista con un monologo sulla commerciabilità del film che quest’ultimo gli ha proposto: il cinema sulle navi, gli dice… il cinema su tutti i traghetti del Mediterraneo! Fino a concludere che “la sedia” non è un soggetto cinematografico!
La sedia la usano tutti, senza starci troppo a pensare: la diamo per certa, pronta ad accoglierci, talmente presente da passare inosservata.
Il regista, quindi, gli spiega che lui prenderebbe un soggetto preciso per “scomporre” il sistema e allargare il discorso. Un esempio è la sedia Mullca 510 – presente nelle scuole francesi dal 1964 – che inceppa la produzione portando la fabbrica al fallimento: questo è ciò che vorrebbe raccontare il regista con un film impegnato socialmente, un film che parli di decrescita e che sottolinei il cortocircuito creato da queste sedie, così resistenti e talmente ben fatte che le scuole non le ordinano più! E se non vi sono più ordini di produzione la fabbrica è costretta a chiudere – o quantomeno a fermarsi. In un’epoca come la nostra, nella quale l’obsolescenza programmata degli oggetti scandisce il quotidiano vivere/consumare delle società capitalistiche, una sedia talmente resistente che porta la fabbrica al fallimento in virtù della sua “perfezione costruttiva” è l’esempio di uno scarto vendicativo perpetuato dall’oggetto seriale ai danni della Forma-Capitale. Dal processo produttivo all’oggetto, quindi, passando per l’Operaio: questo è uno dei percorsi che intende sviluppare per immagini il nostro giovane regista francese, Jérôme, che, assieme al produttore Enrico, raggiunge il sud dell’Italia, la Calabria, Locri, dove vi è una fabbrica di sedie in attività, la EFAL.
Ma quando arrivano tutte le macchine sono ferme e la metà degli operai in cassa integrazione: solo per le riprese del film la famiglia Esposito costruirà una sedia.
Il regista non è soddisfatto: credeva di trovare anche in Italia la storia della sedia Mullca 510, la sedia talmente resistente che porta la fabbrica al fallimento. E invece no, la EFAL produce sedie che si rompono! L’iniziale scetticismo del produttore si è trasformato in entusiasmo e, sulla riva del mar Jonio che lento sbatte sui sassi locresi, gli assicura che il film si farà. E sarà un film sulla delocalizzazione dell’industria europea, un film indipendente, d’autore, un monologo tragico del nostro quotidiano mondializzato.
I due quindi tornano a Parigi, con i primi appunti sul film: sapevano esattamente cosa volevano, e ancora più importante cosa non volevano. Ma mancava in tutto questo un tassello essenziale: io.
Simone, scrittore depresso e disilluso, accetta l’invito di Enrico, e incontra Jérôme per lavorare assieme a lui alla sceneggiatura.
Ambientato tra l’Italia, la Francia e la Cina, Le sedie di Dio racconta le rocambolesche avventure di un regista alle prese con la sua ossessione: fare un film su come fare un film, senza confini.


ATTRAVERSO PASSAGGI


(22 MIN, DOC/MUSIC, SARDEGNA/ITALIA/FRANCIA/BELGIO, 2018)
Una raccolta di musica per immagini che va dal 2010 al 2016.

Siamo dentro il festival di Passaggi per il bosco, in strada a Parigi, in casa a Bologna, nella metro che ci conduce a Mairie des Lilas, dentro un bus diretto a Bruxelles, nei boschi della Barbagia, alla Tomba dei giganti Is Concias in territorio di Quartucciu. Stiamo costruendo Arbre Maison, a Saint-Ouen, e ci diamo appuntamento in Sardegna, per incontrare il signor Francesco Piras, impagliatore di sedie a Cagliari. Il viaggio continua con le musiche del Coro Polifonico Bachis Sulis di Aritzo, Jingle Django, Alberto Masala, Antoni Are, Stranos Elementos, Spoutnik, Emi Maggi, Pierre Sangue. Attraversiamo paesaggi che obblighiamo alla catena del ricordo. Il mezzo di locomozione che ci guida è questo artigianato d’arte. Questo lascito infedele alla realtà.
Attraverso passaggi è tutta questa rappresentazione. E forse altro.

 


Alain de Benoist | Réponses

Cos’è la metapolitica? Perché si è spezzato il legame sociale? Come rispondere alla logica del pensiero unico? E ancora: individualismo, sovranità popolare, indipendenza, democrazia liberale, decrescita, forma-capitale, ecologia tra modernità e postmodernità. Questi sono alcuni dei temi trattati in questo viaggio filmico alla scoperta del pensiero del filosofo francese Alain de Benoist.
Il progetto si divide in tre volumi, ciascuno dei quali costituisce un documentario autonomo.

volume 1 (FRA/ITA, 52min, 2017)
politica e metapolitica, identità, pensiero unico

volume 2 (FRA/ITA, 52 min, 2018)
democrazia, sovranità, indipendenza

volume 3 (in produzione)
ecologia, decrescita, forma-capitale

réalisation: Simone Olla
camera e suono: Jérôme Walter Gueguen
montage: Simone Olla, Xavier Tesson, Edoardo Matacena


Autori Vari | Attraverso passaggi

Racconti, fotografie e dialoghi che mettono l’uomo al centro della storia. Sono linguaggi diversi che coabitano, si cercano, si confrontano e si completano. È la vicenda umana che mostra e definisce il quotidiano fatto di avvenimenti, alcuni belli altri meno ma sempre autentici. È l’uomo interpretato in spazi utopici in definizione. Si tratta proprio di passaggi, ovverosia scene, fotogrammi e sintonie concentrate in un tempo in continuo divenire. È esposizione raffinata e colta di avventure, confessioni, intimità. Ecco, qui si raccontano sentimenti, emozioni, percezioni. Non ci sono mai indifferenza, negligenza, insofferenza. È la sensibilità che attraversa i tanti universi che albergano e convergono in questo annuario. È la realtà attraverso le sue fantasticherie che si pone con il gusto colto e multicolore dei suoi narratori. In quest’isola del probabile, del desiderio e del volere esistere ventuno racconti come altrettante cronache del reale mescolano allucinazioni e meraviglie, umori e passioni. È il senso della vita.

 

progetto grafico: Mattia Piano
foto di copertina: Al Careri

illustrazioni: Kain Malcovich
redazione e impaginazione: Malicuvata
pagine: 216
formato: 13×19
I edizione gennaio 2011
PDF free download

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racconti | francesco locane dario falconi simone rossi marco mazzucchelli alfio génitron jacopo nacci  chiara reali marco montanaro elena marinelli marco visinoni fabrizio gabrielli jacopo cirillo marta casarini

fotografie | simona pinna manuela marceddu simone lisci sig mustache

dialoghi | ugo coppari sasha tsinski gianni tetti fabrizio gabrielli marta casarini gabriele dadati lorenzo mari claudio morandini antonio tirelli dario falconi


Autori Vari | Racconti di Periferie

Autori Vari | Racconti di periferie e altri racconti di periferie
I edizione: maggio 2010
II edizione: ottobre 2010
(PDF free download)

Copertina: Mattia Piano
Redazione e impaginazione: Malicuvata
Illustrazioni: Antonio Tirelli
Formato: 13×19
Pagine: 181

 

Abbandono, oblio, deserto. Tre luoghi, tre momenti diversi, tre sensazioni e stati d’animo che certificano la contemporaneità come la viviamo oggi. Racconti che descrivono la ricerca di senso di una generazione stretta fra il nichilismo elevato a modello e l’irrilevanza che il sistema attribuisce al vivente. Racconti per partire e poi per ritornare, per passare al bosco attraverso quelle strade di periferia, lunari e desertiche, quale unica ma illusoria certezza di esistere. “Racconti di periferie e altri racconti (di periferie)” è il progetto letterario collegato a passaggi per il bosco09 festival di lettere in musiche di periferia – svoltosi a Cagliari a cura del Gruppo Opìfice.