ATTRAVERSO PASSAGGI


(22 MIN, DOC/MUSIC, SARDEGNA/ITALIA/FRANCIA/BELGIO, 2018)
Una raccolta di musica per immagini che va dal 2010 al 2016.

Siamo dentro il festival di Passaggi per il bosco, in strada a Parigi, in casa a Bologna, nella metro che ci conduce a Mairie des Lilas, dentro un bus diretto a Bruxelles, nei boschi della Barbagia, alla Tomba dei giganti Is Concias in territorio di Quartucciu. Stiamo costruendo Arbre Maison, a Saint-Ouen, e ci diamo appuntamento in Sardegna, per incontrare il signor Francesco Piras, impagliatore di sedie a Cagliari. Il viaggio continua con le musiche del Coro Polifonico Bachis Sulis di Aritzo, Jingle Django, Alberto Masala, Antoni Are, Stranos Elementos, Spoutnik, Emi Maggi, Pierre Sangue. Attraversiamo paesaggi che obblighiamo alla catena del ricordo. Il mezzo di locomozione che ci guida è questo artigianato d’arte. Questo lascito infedele alla realtà.
Attraverso passaggi è tutta questa rappresentazione. E forse altro.

 


Autori Vari | Ultimo scarto – poesia

I disamorati del mondo appartengono certamente alla specie più temibile perché per loro tutto è equivalente e al ribasso, basta si spengano le luci in sala e i riflettori si direzionino unicamente verso il loro falso sé; parole o atti poco importano, la relazione con il circostante è mossa solo da bisogni. Da disamore appunto. Le poesie di seguito non hanno un intento pedagogico né terapeutico ma hanno molto da dirci affinché la nostra attenzione sulla parola possa restare alta. E siccome l’attenzione è legata alla generosità, si potrà facilmente dedurre che stare ad occhi aperti davanti alla parola sarà in grado di  determinare una forma d’amore nei confronti delle differenze, del mondo e di ciò che circonda la visione. La poesia dovrebbe fare arretrare quel mortifero narcisismo e abitare il senso della luce e dell’ombra. Stare lì appesa non come un esercizio onanistico e sterile ma come capacità di entrare in relazione (è evidente che qui si chiama relazione quel che non deve essere scambiato per socialità). Così, nel desiderio di dire la poesia si apre la raccolta che ospita immagini e modi di stare al mondo molto diversi e non per questo slegati tra loro.
[dalla prefazione di Alessandra Pigliaru]

AA. VV. | ultimo scarto: poesia – annuario011
a cura di casa lettrice malicuvata
copertina: mauro maraschi
foto di copertina: manuela morgia
redazione: lorenzo mari
impaginazione: malicuvata
pagine: 140
aprile 2012 // edizione PDF free download

Autori
lorenzo mari, alberto masala, alessandra pigliaru, fabiano alborghetti, graziana lucarelli, elena carletti, roberta sireno, alessandro ansuini, valentina picciau, carlo palizzi, filippo balestra, guido catalano, dario falconi, savina dolores massa, rossella renzi, marinella polidori, valerio nardoni, francesco olivucci, gabriele zobele, mattia piano, valentina de lisi, enrico vignali, guido mattia gallerani, giusi montali, luca ariano, leonardo sultato, valeria raimondi, lajla pagini, alfonso pierro, nader ghazvinizadeh, luigi bosco.


passaggi OFF – alberto masala a cagliari

giovedì 23 febbraio, ore 19.30
manàmanà, piazzetta savoia, cagliari
Alberto Masala
Geometrie di libertà – terza scrittura: 1992, 2002, 2012 (edizioni maestrale)
Introduce: Alessandra Pigliaru
Dire che l’arte è morta non significa niente:
l’arte muore nel momento in cui muore il bisogno di liberazione.
Questa riflessione sul senso del fare arte e poesia ai giorni nostri, copre attraverso lo sguardo critico dell’autore un percorso lungo vent’anni e scandito in tre tempi: 1992, 2002, 2012. Tre tappe, tante quanti sono i ragionamenti in forma d’intervista che cadenzano il farsi di questo libro-pensiero in progress. Libro  sulla relazione artistica – nei suoi vari modi: l’arte e l’autore, l’arte e la società, ecc. – Geometrie di libertàtrova la sua ideale formulazione nel dialogo. Il concetto di confronto è infatti inscritto nelle parole del titolo che sintetizzano l’idea poetica di Masala, perché nell’arte «non si è mai liberi davvero… si può solo tendere, andare verso, sostenere, coltivare, difendere… e più si conoscono le sbarre e più si è abili nel segarle». Al culmine sta il confronto/dialogo fra culture, in una concezione del fare artistico tutt’altro che solitaria ma che elabora un’arte nel sociale, pur nella oggi complicata e spesso mortificata possibilità di questa connessione.

Alberto Masala | Si definisce un contemporaneo con radici. Oltre al sardo, nello scrivere mescola altre lingue alla ricerca di un ritmo che dia fluidità. Attento agli etimi ed ai significati tende verso l’espressione sostanziale. Sia nella scrittura che nella pratica dell’arte ha relazioni di cambio e lavoro con artisti di molte altre parti del mondo. Per Il Maestrale ha prodotto con Massimo Golfieri, Mediterranea (2000), un viaggio poetico e fotografico per il Mediterraneo; ha tradotto i racconti inediti di Jack Kerouac raccolti in L’ultima parola. In viaggio. Nel jazz (2003; 2009), le poesie di Serge Pey, quelle di Peppinu Mereu e di diversi altri autori. Nel 2009 ha pubblicato Alfabeto di strade (e altre vite) (Maestrale). La sua ultima pubblicazione è Geometrie di libertà (Maestrale).

[web: alberto masala site | alberto masala blog]


Passaggi OFF 2012

a cura di centro studi opìfice (cagliari) – casa lettrice malicuvata (bologna) – circolo dei lettori mieleamaro (cagliari)

il programma (in divenire)

giovedì 19 gennaio, ore 19.30
manàmanà, piazzetta savoia, cagliari
Carlo Porcedda e Maddalena Brunetti
Lo sa il vento. Il male invisibile della Sardegna (edizioni ambiente – verdenero)
Introducono: Pino Cabras, Simone Olla, Gianni Stocchino

Lungo alcuni tratti di costa della Sardegna la vita e la morte, la bellezza e l’incubo, le guerre simulate e le morti vere sono divise da un confine sempre più sottile. Un confine lungo il quale corre il fronte interno più grande d’Europa, che dal dopoguerra ad oggi ha snaturato territori di una bellezza spesso struggente trasformandoli in teatri di esercitazioni e sperimentazioni di morte. Chi vive lungo quel confine parla di Sindrome di Quirra, un male invisibile e oscuro, fatto di decine di morti apparentemente inspiegabili, che ha portato nel cuore del Mediterraneo l’incubo della contaminazione da polveri di guerra. Un incubo tanto impalpabile quanto micidiale, che accomuna questo fronte interno ai teatri di guerra come i Balcani e l’Iraq. Ma non solo. Inquinamento elettromagnetico, fanghi tossici, rifiuti pericolosi, e tutto il repertorio di scorie che un selvaggio abuso militare e industriale porta con sé. Poligoni militari, la più grande raffineria del bacino del Mediterraneo, uno stuolo di produzioni industriali ad alto impatto sanitario e ambientale che vivacchiano intorno a desueti distretti minerari, tra i più vasti e malandati del vecchio continente. Corpi estranei che regalano morte, al presente e al futuro, in cambio di incerte e malsane buste paga. Lo sa il vento è un viaggio in alcuni angoli d’inferno che stanno dietro le quinte di un paradiso, la storia paradossale della terra che vede alcuni dei più incontaminati e suggestivi tratti di Mediterraneo convivere con bombe ambientali sul punto di esplodere. Dopo decenni di complicità, omissioni e silenzi, c’è chi contro le guerre simulate e gli abusi mascherati ha dichiarato una vera e quotidiana battaglia. Quella per avere la verità sul proprio destino.

Carlo Porcedda | giornalista, sceneggiatore e documentarista, ha pubblicato inchieste e reportage per D-la Repubblica delle Donne, Quark, El Mundo, Il Venerdì, l’Espresso. Tra i suoi lavori, il cortometraggio La cura, i documentari L’isola dei centenari e la videoinchiesta Lingotti al cianuro.

Maddalena Brunetti | cronista di nera e giudiziaria, ha pubblicato articoli per diverse testate quali Corriere della Sera, Epolis, Sette. Dal 2010 vive e lavora a Cagliari dove collabora con Sardegna Quotidiano e l’Agi.

[web: verdenero.it | lo sa il vento blog]


giovedì 26 gennaio, ore 19.30

manàmanà, piazzetta savoia, cagliari
simone olla, attraverso ricordi di domani
Introducono: Alessandra Pigliaru e Gianni Stocchino

rivisitazioni a chiudersi, pezzi di romanzi ametà, poesie, lettere,
scritti metapolitici. Un discorso
senza capo né coda musicato da chopin,
django reinhardt, coro bachis sulis;
un libro, anche.

الوقت لمن لا يعرف
a loro il tentativo di chiudermi ametà (2011)

simone olla | Dal 2002 fa parte del Centro Studi Opìfice (opifice.it) e nel 2008 ha contribuito a dar vita alla bolognese Casa Lettrice Malicuvata (malicuvata.it). Suoi scritti e racconti sono sparsi in rete e su alcune riviste e su alcuni libri, anche. Ha un blog: decimocirenaica.blogspot.com


giovedì 23 febbraio, ore 19.30

manàmanà, piazzetta savoia, cagliari
Alberto Masala
Geometrie di libertà – terza scrittura: 1992, 2002, 2012 (edizioni maestrale)
Introduce: Alessandra Pigliaru
Dire che l’arte è morta non significa niente:
l’arte muore nel momento in cui muore il bisogno di liberazione.
Questa riflessione sul senso del fare arte e poesia ai giorni nostri, copre attraverso lo sguardo critico dell’autore un percorso lungo vent’anni e scandito in tre tempi: 1992, 2002, 2012. Tre tappe, tante quanti sono i ragionamenti in forma d’intervista che cadenzano il farsi di questo libro-pensiero in progress. Libro  sulla relazione artistica – nei suoi vari modi: l’arte e l’autore, l’arte e la società, ecc. – Geometrie di libertà trova la sua ideale formulazione nel dialogo. Il concetto di confronto è infatti inscritto nelle parole del titolo che sintetizzano l’idea poetica di Masala, perché nell’arte «non si è mai liberi davvero… si può solo tendere, andare verso, sostenere, coltivare, difendere… e più si conoscono le sbarre e più si è abili nel segarle». Al culmine sta il confronto/dialogo fra culture, in una concezione del fare artistico tutt’altro che solitaria ma che elabora un’arte nel sociale, pur nella oggi complicata e spesso mortificata possibilità di questa connessione.

Alberto Masala | Si definisce un contemporaneo con radici. Oltre al sardo, nello scrivere mescola altre lingue alla ricerca di un ritmo che dia fluidità. Attento agli etimi ed ai significati tende verso l’espressione sostanziale. Sia nella scrittura che nella pratica dell’arte ha relazioni di cambio e lavoro con artisti di molte altre parti del mondo. Per Il Maestrale ha prodotto con Massimo Golfieri, Mediterranea (2000), un viaggio poetico e fotografico per il Mediterraneo; ha tradotto i racconti inediti di Jack Kerouac raccolti in L’ultima parola. In viaggio. Nel jazz (2003; 2009), le poesie di Serge Pey, quelle di Peppinu Mereu e di diversi altri autori. Nel 2009 ha pubblicato Alfabeto di strade (e altre vite) (Maestrale). La sua ultima pubblicazione è Geometrie di libertà (Maestrale).

[web: alberto masala site | alberto masala blog]

mercoledì 14 marzo 2012, ore 19.30
manàmanà, piazzetta savoia, cagliari
Mette pioggia: Gianni Tetti in reading
Sono seduto al bar. A mezzogiorno non puoi stare in giro. Non in questi giorni. Non con questo caldo. Non con questo scirocco che ulula sulle strade e dove passa, secca. Puoi stare al parco o sotto la veranda del bar. I vecchi stanno al parco, zoppicano, portano a spasso cani minuscoli. Questi cani minuscoli abbaiano a qualsiasi cosa. Abbaiano, ti puntano. Ma se li guardi negli occhi smettono.

Gianni Tetti | Sassari, 1980. Laureato in Lingue e Letterature Straniere si occupa di sceneggiatura collaborando a vari progetti cinematografici e televisivi.
Il suo primo libro ha per titolo I cani là fuori (Neo edizioni, 2010).

[web: http://giannitetti.wordpress.com/]


giovedì 17 maggio, ore 19.30

manàmanà, piazzetta savoia, cagliari
Filippo Tuena, Stranieri alla terra, Nutrimenti edizioni
Uno scrittore disamorato e tradito dalla memoria – incarnazione o fantasma di Hemingway – baratta, a colloquio con una donna, parole di Spagna e ricordi di corride. Georges-Hippolyte Géricault naufraga pigramente nella solitudine come la zattera della Méduse, abbandonata nell’oceano in uno scempio di corpi e consegnata alla storia della pittura da un padre tormentato e mai conosciuto. Il generale ‘Stonewall’ Jackson, ferito mortalmente da fuoco amico nella battaglia che fu il suo capolavoro strategico; il cornettista Bix Beiderbecke, accompagnato da un complice in uno sconnesso e disperato attraversamento delle vie di Manhattan alla volta dell’ospedale Bellevue.
E poi il viaggio della memoria di uno scrittore, in motocicletta sulle strade d’Italia per tornare a Roma, alla casa di famiglia, ai corridoi e le tappezzerie, le foto d’infanzia, i genitori, al catalogo amaro degli scomparsi e di quello che resta. Con un’eccentrica tappa conclusiva – vivida allegoria dell’incompiutezza – al complesso fiorentino di San Lorenzo e alla Sagrestia Nuova, esempio magnifico dell’arte di Michelangelo.
È sul tema dell’estraneità – e dell’estraniamento – che si gioca questo romanzo atipico, allo stesso tempo mosaico di storie e flusso organico, galleria di ritratti e opera autobiografica, che porta a compimento una lunga riflessione, estesa nel tempo e nello spazio, attorno al mestiere del narrare. Un tessuto di voci rarefatte, di suoni sommessi o silenzi carichi di attese, accompagna e commenta le gesta umane dei personaggi, impegnati in età diverse, e per diverse manovre del caso, a compiere il loro viaggio unico e ultimo, il viaggio verso l’orizzonte, la fine del cammino.

Filippo Tuena è nato a Roma nel 1953. Con Le variazioni Reinach ha vinto nel 2005 il premio Bagutta, e due anni dopo si è aggiudicato il premio Viareggio con Ultimo parallelo. È anche autore di Il volo dell’occasione (1994; nuova edizione 2004), Cacciatori di notte (1997), Tutti i sognatori (1999, superpremio Grinzane-Cavour), Michelangelo. La grande ombra (2001; nuova edizione 2008) e Manualetto pratico a uso dello scrittore ignorante (2010). Ha curato un’antologia dell’epistolario di Michelangelo Buonarroti (2002), I diari del Polo di Robert F. Scott (2009) e il volume fotografico Scott in Antartide (2011). Dirige per Nutrimenti la collana Tusitala.


Passaggi per il bosco 010 :: il programma

non volere è potere
(ri)conoscersi nell’altro da sé, nel luogo e financo nel ruolo
ipotizzare una volontà negativa e farne impero interiore

*

passaggi per il bosco010 | non volere è potere
programma


mercoledì 28 luglio 010
canone inverso – cagliari | h. 22.00
Dal bosco alla periferia: racconti, illustrazioni, musiche

letture pubbliche dal libro Racconti di periferie (Casa Lettrice Malicuvata) a cura di Gruppo Opìfice
racconti di: simone rossi, aventino loi, elena marinelli, ugo coppari, dario falconi
musiche di: cugino lubitch (xilofono, clarinetto, chitarra, ukulele) e fabrizio chinaglia (contrabbasso)
illustrazioni live di Luca Congia

giovedì 29 luglio 010
libreria mieleamaro – cagliari | h. 19.00
Fabrizio Gabrielli, Katacrash, Prospettiva editrice – Brain gnu

Tra assessorucoli e sindachetti dal pugno di ferro e gilet di paillettes, madri prone al decoupage, concupibili profe di francese ed arrembaggi all’hiphoppica arma bianca, joints e varani di Komodo custoditi in teca, innamoramenti, tradimenti, milioni di topi e vendette servite tutt’altro che fredde, tre giovanotti infottati con la doppia acca vivono la formazione deformata nel destino di una generazione degenere. Finché non arriverà il momento del fragoroso crollo. Fin quando non sarà Katacrash.
introducono: elena marinelli e grigi bolero
musiche: cugino lubitch (xilofono, clarinetto, chitarra, ukulele) e fabrizio chinaglia (contrabbasso)

canone inverso – cagliari |  h. 22.00
simone rossi, sbriciolu(na)glio

un raccolto postumo. un piccolo caso editoriale. ma anche no. dentro c’è cugino Lubitch, Angie, Gianluca, gli elefanti, le patate, i cani, Bartulò, Skip James, due ladri, Antonin Artaud, Tom Waits, Johnny Cash, una che fuma, una con due tette così, una senza due dita, i Radiohead, Bill Evans, l’aceto, la luna.
musiche: cugino lubitch (xilofono, clarinetto, chitarra, ukulele) e fabrizio chinaglia (contrabbasso)
illustrazioni live di Luca Congia

venerdì 30 luglio 010
libreria mieleamaro – cagliari | h. 19.00
Mobilità del luogo. Solo due libri a confronto

Ugo Coppari, Limbo mobile, Morlacchi editore
Siamo morti bambini e, cosa ancora più angosciante, siamo morti colpevoli. Si diceva che le anime morte bambine galleggino in questo limbo, e che non possano accedere al paradiso perché non avendo avuto il tempo e la possibilità di espiare i propri peccati nel proprio percorso di vita, sono rimasti macchiati per l’eternità. E tutto ciò ha dell’incredibile: come se venissi arrestato ancor prima di tentare una rapina. E magari solo perché avevo un passamontagna in auto. E se ti dico che in realtà faceva solo freddo?
Marco Visinoni, Apocalypse wow, Unibook.com
Apocalypse wow è un intreccio di nove storie unite dal filo conduttore della Fine. Fine non solo come morte, ma come ora decisiva per rialzarsi o crollare definitivamente. Mi piace scrivere di qualcuno che si trova alle prese con l’ultim’ora: in Apocalypse Wow c’è chi lotta per sopravvivere e c’è chi scivola nel baratro.
Introduce: Gualtiero Onìda

canone inverso – cagliari | h. 22.00
Bolero costretto
sono io a pensare, no; sono io a parlare, no; sono io a decidere, no. obbligati a seguire una direzione con gli occhi bassi sui passi. obbligati financo (d)a una direzione obliqua.

di e con Carlo Palizzi e Simone Rossi
musiche di: cugino lubitch (xilofono, clarinetto, chitarra, ukulele) e fabrizio chinaglia (contrabbasso)
illustrazioni live di Luca Congia

sabato 31 luglio 010
libreria mieleamaro – cagliari | h. 19.00
Gianni Tetti, I cani là fuori, Neo edizioni

È la fame di un’umanità che non riesce a far tacere la propria parte selvaggia, animale. Vite sospese in un mondo in cui gli uomini appaiono come lupi, come predatori e prede, come cacciatori e cacciati. Le voci dei personaggi sono latrati che si alzano dagli angoli intimi e nascosti di una città che non ha nome, in un’armonia che è insieme buia e accecante. I cani là fuori parla di tutto questo e dice che Gianni Tetti è un narratore puro, di quelli difficili da trovare.
introducono: giovanni curreli e fabrizio gabrielli

stentadì – quartucciu | h. 22.00
Proiezione del video Il bosco di Alessandro Sanna (regia di Damiano Agosti, musiche Elisha Gray) prodotto da Leopoldo Bloom

cena fredda: 10 euro a persona
cena fredda + libro (racconti di periferie o quaderno di opìfice): 15 euro
posti disponibili: 20
a seguire
Dal bosco alla periferia: racconti, illustrazioni, musiche
Acustiche letture sottovoce da Racconti di periferie (Casa Lettrice Malicuvata) a cura di Gruppo Opìfice

racconti di: marco visinoni, fabio medda, gianluca morozzi, gianni usai, gianfranco franchi, simone rossi
musiche di: cugino lubitch (xilofono, clarinetto, chitarra, ukulele) e fabrizio chinaglia (contrabbasso)
illustrazioni live di Luca Congia

domenica 1 agosto 010
stentadì – quartucciu | h. 18.00
Il mio dire. Dialogo sulla poesia a cura di Alberto Masala

costo laboratorio a persona: 10 euro
posti disponibili 12

stentadì – quartucciu | h. 21.00
cena fredda + reading: 10 euro
cena fredda + reading + libro (racconti di periferie o quaderno di opifice): 15 euro
posti disponibili: 20

stentadì – quartucciu | h. 22.00
reading di Alberto Masala da Alfabeto di strade (Maestrale)

Alfabeto di strade è uno scrigno di sorprese e un territorio di raffinatezze senza sussiego. Se dovessi pensare alle radici su cui si innerva questa raccolta direi: semplicità e sobrietà. Quelle qualità, cioè, che in scrittura significano affrontare il problema de visu. Viviamo in un paese che millanta di essere nutrito e corroborato dalla poesia e troppo spesso confonde la canzonetta col far versi. [Marcello Fois]
illustrazioni live di Luca Congia

*

Passaggi per il bosco010 | non volere è potere :: luoghi
canone inverso, via sant’alenixedda 111, galleria ormus – cagliari
libreria mieleamaro, via manno 88 – cagliari
stentadì, via antonio ballero 13 – quartucciu

Passaggi per il bosco010 | non volere è potere :: collaborazioni
malicuvata – bologna
dogon – review
stentadì – quartucciu
libreria mieleamaro – cagliari
canone inverso – cagliari
amici di viviana – cagliari

Passaggi per il bosco010 | non volere è potere  :: informazioni e prenotazioni
Giovanni Curreli
E-mail:giovannicurreli@yahoo.it
Telefono: 3400778698

Passaggi per il bosco010 | non volere è potere :: progetto grafico
Mattia Piano –  Eggs
E-mail: hypnos.design@gmail.com
Telefono: 349/0593698


Alfabeto di strade

TItolo: Alfabeto di strade (e altre vite)
Autore: Alberto Masala
Edizioni: Edizioni Maestrale, Nuoro 2009
Pagine: 216

di Barbara Gozzi

[…]
ainsi
de main en main
nous avons perpétué l’incertitude
fragile où nou vivons
là nous avons découvert
que
la main véritable
est celle qui peût saisir
chaque fois
un nom interdit
pour les caresses
qui donne aux choses
[…]

[Estratto da La main, Alberto Masala, 14 novembre 2002, Alfabeto di strade (e altre vite), Edizioni Maestrale, 2009]

Alfabeto di strade (e altre vite) raccoglie una selezione di componimenti di Alberto Masala,  nativo sardo, classe 1950, che attualmente abita a Bologna.

In questo volume si raccolgono due libretti (Taliban e Nella casa del boia entrambi con introduzione di Jack Hirschman) e componimenti poetici divisi in quattro sezioni che scandiscono anche cronologicamente le opere scelte: Leggerezza, Ritmo, Il condominio e A tenore.

La poesia in Italia è arte dimenticata, bistrattata, ridicolizzata e perfino totalmente ignorata.

Ma in questo libro ci sono parole “asciugate”, come ha spiegato l’autore in occasione di una presentazione nella caffetteria vineria Zammù di Bologna. “Bisogna sempre distinguere” ha detto Masala “tra le persone e chi occupa un certo spazio in quel momento. Le persone hanno anche delle miserie, tutti lo siamo e ce le portiamo in giro ogni giorno. Quando occupo un certo spazio, però, sto trasvivendo, in quel momento indosso voci, dico altro da me con la poesia”.

“Vivere di poesia” è per Masala esigenza di essere, entro maglie strette di una società (quella italiana in primis) che si nutre esclusivamente o quasi d’arte ufficiale, pratica, veloce, tra dinamiche commerciali e patinate.

Ma fare poesia non è un gioco, non si scherza. Basta ascoltare una lettura, dalla voce dello stesso autore che cadenza ritmi, intensità.

“Il poeta deve attrarre, mantenere l’attenzione e trasportare sensi” insiste Masala. Nessuna ricetta infallibile o preconfezionata, eppure un modo, un sentire, un approccio che dalla vita vissuta allunga lingue intense, dolorose, (pre)potenti. Non esiste strucco stilistico, geometria di forma. I sensi, i pesi delle parole, i respiri, le cadenze. Tutto ruota attorno all’urgenza, l’onestà nuda delle cose che nelle parole sfuggono alla morte.

C’è poi una preziosa “amministrazione del respiro” tra le opere di Masala dove il ritmo dominato dagli a capo è scelta sapiente, ponderata, che amplia la forza della lingua.

In questo libro che riunisce componimenti di anni e argomenti diversi, tra dediche, eventi di cronaca, affezioni, memorie, recupero di connessioni con altri sentire vicini (come Pasolini); in questo volume ebbro di frammenti, Masala trasporta, non media mai. Le parole sono tutte in fila, parlano, urlano, strappano carne, diramano percezioni diverse.
La lingua di Masala è anche miscelazione di più lingue che dall’italiano espandono, legano tra territori e non confini.

[…]
e tutto aveva ombra
ma non caddi
et j’aimais le soleil
chaque jour j’adorais
l’image-apparition della menzogna
del giorno che ancora spinge al mondo
creature come mosche
e idee feroci come cani
creando morti da nascondere

tu dois danser
sur les tombes des sans-nom
sur les corps de ceux sans sépolture
ouvre ton corps
pour absorber les liquides qui se dégagent […]

[Estratto di ad Artaud, Tolosa 18 Maggio 1997]

Come per ogni scrittura, ci sono punti che toccano maggiormente il lettore, ‘linee d’ombra’ che aggrediscono, altre che colmano, irradiano.
“Vedo Patrizia in ogni parola” ha detto Masala dopo aver letto canto per patrizia vicinelli (fossa n.2394- cimitero di Borgo Panigale). Il canto è stato scritto l’11 ottobre 1991, a qualche mese di distanza dalla morte della poetessa. Scrive Masala in calce al canto: “Scrivevo stando davanti ad una finestra aperta. Sul balcone di fronte vedevo dei fiori (mazzo di fiori compiacenti) e si annunciava rapidamente un temporale d’autunno.

[…]
PERCHÉ NOI CI SIAMO ADESSO NON QUANDO
piangendo  e come piangere
non possiamo dimenticare i compagni
quelli  che se ne sono andati
fratelli traditi dal pianto in gola
e allora la mia (generazione) era
verginità     violata    giovane     ingravidata
ha partorito da sinistra e nascevano talpe adolescenti
che hanno abbandonato in tempo le anime
sono già cenere  fiamma spenta
lavorano     vivono  credendolo opportuno
mettendo da parte pietre per
fare mura  portici blindati
[…]

[Estratto da canto per patrizia vicinelli]

Concludo questi appunti imperfetti con un’annotazione personale. Leggere poesia si dice sia difficile. Forse andrebbero recuperati gli incontri, gli spazi per condividere voci, ascolti, atmosfere, parole. Forse è solo più semplice spingere pulsanti, accendere circuiti che propongono interpretazioni, parole digerite. Forse è più immediato cliccare nella virtualità. Forse è un problema di lingua di carne incompresa, parole assorbite per indigestione entro dinamiche in corsa, affaticamenti, distrazioni assillanti, ossessioni senza forme. Forse è solo paura.

Resta il fatto che leggendo ad alta voce una qualunque pagina di Alfabeto di strade non si può – non si può – rimanerne indifferenti, foss’anche per confusione, disagio, accumulo di emozioni. È una sfida, io credo, sebbene anche il coraggio sia ormai sangue raro, il coraggio di lanciarsi rischiando di annegare.


Dalla A allo Zammù :: Alberto Masala e Marcello Fois

Layout 1Dalla A allo Zammù ::  Alfabeto letterario
Alberto Masala e Marcello Fois
giovedì 5 novembre 2009, h. 21.30
Zammù
Via Saragozza 32/a – Bologna

***

Reading per voci sole divise tra sardo e italiano
gioevedì 5 novembre 2009,  h. 21.30
Alberto Masala, Alfabeto di strade (Edizioni Maestrale) – introduce Marcello Fois

IL LIBRO: Alfabeto di strade è uno scrigno di sorprese e un territorio di raffinatezze senza sussiego. Se dovessi pensare alle radici su cui si innerva questa raccolta direi: semplicità e sobrietà. Quelle qualità, cioè, che in scrittura significano affrontare il problema de visu. Viviamo in un paese che millanta di essere nutrito e corroborato dalla poesia e troppo spesso confonde la canzonetta col far versi.
(Marcello Fois)

L’AUTORE: Sardo. Vive a Bologna. Poeta e traduttore, agisce in contesto internazionale sperimentando in concerto con artisti di varie provenienze. Nella scrittura, che utilizza diverse lingue in un personale linguaggio di confine, è importante la componente dell’oralità. Su Cuncordu Bolothanesu canta i suoi testi in sardo. Fondatore di minores, movimento poetico per la dignità delle culture. Su RAI Radio3, per Storyville, ha curato le serie su Tom Waits e Allen Ginsberg. È stato direttore artistico di alcuni progetti d’arte in Europa (Berlino, Amsterdam, Salonicco, Bologna…), oggi del Progetto Asuni e Logos, centro residenziale di produzione artistica.


#4# Malicuvata e RadioMeridiano12

Radiomeriadiano 12 e SuDiGiri presentano la rubrica dedicata ai libri a cura della Casa Lettrice Malicuvata. Questa settimana Alberto Masala con Alfabeto di strade (Maestrale)
Martedì 3 Novembre 2009, ore 17.00
www.radiomeridiano12.com| FM 97.5


Nuova stagione letteraria allo Zammù :: progetto e calendario

logo_spillinamalicuvata2Dopo i circa 40 incontri della scorsa stagione – tra presentazioni librarie e reading – martedì 27 ottobre 2009 alle ore 19.30 riprende la stagione letteraria curata da Casa Lettrice Malicuvata allo Zammù di Bologna.
L’idea che guiderà questa seconda edizione è quella di coinvolgere maggiormente alcune case editrici di progetto, invitando editori e redattori negli spazi della vineria-libreria Zammù (Via Saragozza, Bologna) per presentare linee editoriali, catalogo ed autori. E da Gennaio 2010 tantissime novità targate Zammù e Malicuvata.


Zammù e Casa Lettrice Malicuvata

presentano
Dalla A allo Zammù :: alfabeto letterario
Zammù Vineria
Via Saragozza, 32/a – Bologna


il calendario

martedì 27 ottobre 2009
h. 19.30 :: Lavieri Edizioni: progetto, catalogo e aperitivo

Tre strade editoriali :: Lavieri Letteratura. Lavieri Piccole Pesti. Lavieri Comics.
interventi di Marcello Buonomo di Lavieri, Gherardo Bortolotti, Giovanni Marchese e Antonio Tirelli

h. 21.30 :: Gherardo Bortolotti, Tecniche di basso livello (Lavieri Edizioni) – introduce Antonio Tirelli

In una sorta di testo calviniano inceppato, a cui manca la stessa fiducia nell’ordine e il distacco ludico di un’ironia novecentesca, Gherardo Bortolotti propone una narrazione per brevi prose, scenari, particolari slegati. Senza perdere il senso del romanzesco, e anzi riscoprendo una specifica dimensione epica dell’ordinario, le sue frasi individuano le figure frante dei nostri giorni e le trame secondarie a cui affidiamo il senso di ciò che avviene. Il libro è stato finalista del premio Dedalus 2009


giovedì 5 novembre 2009
h. 21.30 :: Alberto Masala, Alfabeto di strade (Edizioni Maestrale) – introduce Marcello Fois

reading per voci sole divise tra sardo e italiano
Alfabeto di strade è uno scrigno di sorprese e un territorio di raffinatezze senza sussiego. Se dovessi pensare alle radici su cui si innerva questa raccolta direi: semplicità e sobrietà. Quelle qualità, cioè, che in scrittura significano affrontare il problema de visu. Viviamo in un paese che millanta di essere nutrito e corroborato dalla poesia e troppo spesso confonde la canzonetta col far versi.
(Marcello Fois)

giovedì 12 novembre 2009
h. 21.30 :: i Microlit di Isabella Borghese e Luca Moretti (Edizioni 18:30) – introduce Gianluca Morozzi

presentazione della collana Microlit curata da Luca Moretti e dei racconti di Isabella Borghese “Minimal Hotel” e “Subliminal Autogrill”.
Gli Autogrill son soste da uomo, mitiche soste da uomo! E ritrovi di motociclisti, di gruppi in fila indiana per la gita fuori porta, della famigliola che va in vacanza e si ferma per far pisciare i pupi, della scopatina clandestina imprevista, dei camionisti in pausa, del pranzo fugace, degli acquisti senza senso, dei pullman in viaggio, della benzina che ci siam scordati di mettere in città…
(Isabella Borghese, Subliminal Autogrill)

giovedì 19 novembre 2009
h. 21.30 :: a TEMA per Zammù: direzione obbligata

sono io a pensare, no; sono io a parlare, no; sono io a decidere, no. obbligati a seguire una direzione con gli occhi bassi sui passi. obbligati financo (d)a una direzione obliqua.
di e con Carlo Palizzi e Simone Rossi
voci di Carlo Palizzi e Antonio Tirelli
musiche di Simone Rossi, Tonino Lenzi e Lorenzo Assogna

martedì 24 novembre 2009
h. 19.30 :: Intermezzi Editore: progetto, catalogo e aperitivo

dal WebSite Horror al Mostro della piscina di Marco Candida passando per Io volevo Ringo Starr di Daniele Pasquini.
interventi di Chiara Fattori, Daniele Pasquini, Gianluca Morozzi, Antonio Tirelli

h. 21.30 :: Ilaria Giannini, Facciamo finta che sia per sempre (Intermezzi Editore) – introducono Antonio Tirelli e Marco Nardini

Nicole è ossessionata dal suo passato. Martina è innamorata di lei. Stefano è uno psicologo affetto da manie di grandezza. Paolo è morto in uno strano incidente stradale. Quattro grandi amori, quattro solitudini che si rincorrono nella malinconica bellezza della Versilia. Quattro anime alla ricerca di un qualcosa che dia un senso alle loro vite. Tutti puntano alto, qualcuno gioca sporco, nessuno vince.

giovedì 26 novembre 2009
h. 21.30 :: Ti sto solo cercando, non era un ricordo.
Immagini e parole dai volumi Ti sto cerando e Nessun ricordo di Giovanni Marchese e Luca Patanè (Tunuè) – introduce Luana Vergari

giovedì 3 dicembre 2009
h. 21.30 :: Tutto il silenzio minuto per minuto

Reading di poesie tratte da “Minuta di silenzio” di Lorenzo Mari (L’Arcolaio) con interventi musicali a cura di Paolo Zanoni (pianoforte), Edoardo Vivan (contrabbasso) e Alessandra Aitini (flauto).

giovedì 10 dicembre 2009
h. 21.30 :: dry_art day |
LE VOCI DI DRY_ART
reading poetico a cura di Marcello Cominelli, Graziana Lucarelli, Massimiliano Martines, Valentina Pinza, Domenico Tringali e con la partecipazione della pianista Laura La Rocca. Una serata all’insegna della poesia e della musica, con alcune delle voci più interessanti del panorama bolognese | www.dry-art.com

martedì 15 dicembre 2009
h. 19.30 :: Hacca: progetto, catalogo e aperitivo

interventi di Francesca Chiappa, Andrea Di Consoli, Maurizio Ceccato

h. 21.30 :: Dora Albanese, Non dire madre (Hacca) – introducono Barbara Gozzi e Giuseppe Merico

Prepotente come l’esordio di questo romanzo, di bellezza pari all’intensità e alla violenza dei sentimenti di una madre, della madre che racconta cosa significa dare alla luce un bambino, e cosa significa avere diciannove anni, in quel momento, ricordo d’aver letto poco, negli ultimi anni. Forse niente.
(Gianfranco Franchi | Lankelot.eu)