a domanda risponde Dora Albanese

Giuseppe Merico: Il primo racconto della tua raccolta di storie brevi dal titolo “Non dire madre” è un lungo excursus (47 pagine) sul tentativo di diventare madre, non tanto madre negli anni o con l’esperienza, ma madre nell’immediatezza, nell’atto, nel concepimento. La scena si snoda appena fuori dalla sala operatoria. Tutto è già accaduto, tutto deve ancora accadere, tutto sta accadendo. La confidenza con il corpo è palpabile, quella con i sentimenti è accurata, sembra chirurgicamente sezionata con un bisturi che di razionale però non ha nulla, anzi riesci a muoverti utilizzando la scrittura seguendo stati d’animo spesso contraddittori e ipnotici, passami il termine. Ecco, leggendo questa prima storia e avvicinandomi alla seconda che porta lo stesso titolo della raccolta, ho avuto l’impressione che stessi scrivendo un romanzo e che dietro a tutte i racconti ci fosse un filo conduttore che è il sentire femminile, fortemente accentuato e sottolineato, il distacco dalla propria terra, il ritorno, l’emancipazione. Possiamo parlare di “Non dire madre” come di una serie di racconti autonomi che nascondono invece un romanzo?
Dora Albanese: Molti critici hanno definito questa raccolta di racconti un vero e proprio romanzo a puntate, per una serie di elementi anche sopra citati. Il filo conduttore del libro è la maternità, affrontata da personaggi tutti diversi per età e luoghi: si passa infatti da un Sud arcaico ad una Roma forse troppo moderna. Va bene dunque l’idea del romanzo, anche se sono molto legata alla forma del racconto, provenendo da una cultura contadina, in cui il racconto, se pur orale, è il mezzo più importante attraverso cui la gente ha sempre potuto comunicare paure, fantasie, suggestioni, desideri nascosti, e allontanarsi dalla solitudine e dal silenzio.

Giuseppe Merico:
Ripensando ai racconti “Tutto sbagliato” e “Lo zio d’America” mi pare di scorgere queste figure maschili come soffocate da un velo di inadeguatezza, di fragilità. In “Tutto sbagliato”, il coprotagonista dal nome di Carlo decide di cambiare sesso, “di poter diventare Carla, anzi Carlotta, e riuscire a togliersi dalla faccia il volto di suo padre, e cancellare per sempre quei lineamenti che gli hanno fatto male”. In “Lo zio d’America” parli dell’uomo che non c’è, una figura affascinante che si affaccia pieno di impeto, quasi splendente, nella vita di una ragazza che trascorre le vacanze d’agosto a Stigliano, in Lucania, per poi sparire e ricomparire anni dopo, malato. Ti chiedo se queste figure maschili abbiano una qualche forma di potenza evocativa contrapposta alla forza matrilineare ampiamente sviluppata nella raccolta.
Dora Albanese: Ho cercato, nel raccontare alcune “vite maschili” di fare emergere un altro tipo di fragilità, diversa da quella femminile, che è sicuramente più fisica e feroce. La fragilità maschile che traspare dalla mie pagine è piena di silenzi e di rinunce, satura di tanti, forse troppi piccoli gesti: come nel caso dell’uomo che non c’è, oppure fatta da “attacchi di panico” intesi come “scosse salva vita”, come nel caso del racconto “Tutto sbagliato”. Faccio emergere le debolezze di chi è destinato a “generare” – la donna – e di chi è condannato ad essere per sempre “generato”, – l’uomo –.

***

Dora Albanese è nata a Matera nel 1985. Dal 2004 vive a Roma, dove studia antropologia. Ha pubblicato racconti su riviste e quotidiani. Questo è il suo primo libro. L’autrice, martedì 15 dicembre 2009, sarà ospite della rassegna Dalla A allo Zammù (via Saragozza 32/a, Bologna)

h. 20.30 :: Hacca: progetto, catalogo e aperitivo
interventi di Francesca Chiappa, Andrea Di Consoli, Maurizio Ceccato

21.30 :: Dora Albanese, Non dire madre (Hacca) – introducono Barbara Gozzi e Giuseppe Merico
Prepotente come l’esordio di questo romanzo, di bellezza pari all’intensità e alla violenza dei sentimenti di una madre, della madre che racconta cosa significa dare alla luce un bambino, e cosa significa avere diciannove anni, in quel momento, ricordo d’aver letto poco, negli ultimi anni. Forse niente.
(Gianfranco Franchi | Lankelot.eu)


Hacca e Dora Albanese

Zammù e Casa Lettrice Malicuvata
presentano
Dalla A allo Zammù :: alfabeto letterario
Zammù Vineria
Via Saragozza, 32/a – Bologna

martedì 15 dicembre 2009
h. 20.30 :: Hacca: progetto, catalogo e aperitivo

interventi di Francesca Chiappa, Andrea Di Consoli, Maurizio Ceccato

dora-albaneseh. 21.30 :: Dora Albanese, Non dire madre (Hacca) – introducono Barbara Gozzi e Giuseppe Merico

Prepotente come l’esordio di questo romanzo, di bellezza pari all’intensità e alla violenza dei sentimenti di una madre, della madre che racconta cosa significa dare alla luce un bambino, e cosa significa avere diciannove anni, in quel momento, ricordo d’aver letto poco, negli ultimi anni. Forse niente.
(Gianfranco Franchi | Lankelot.eu)


Nuova stagione letteraria allo Zammù :: progetto e calendario

logo_spillinamalicuvata2Dopo i circa 40 incontri della scorsa stagione – tra presentazioni librarie e reading – martedì 27 ottobre 2009 alle ore 19.30 riprende la stagione letteraria curata da Casa Lettrice Malicuvata allo Zammù di Bologna.
L’idea che guiderà questa seconda edizione è quella di coinvolgere maggiormente alcune case editrici di progetto, invitando editori e redattori negli spazi della vineria-libreria Zammù (Via Saragozza, Bologna) per presentare linee editoriali, catalogo ed autori. E da Gennaio 2010 tantissime novità targate Zammù e Malicuvata.


Zammù e Casa Lettrice Malicuvata

presentano
Dalla A allo Zammù :: alfabeto letterario
Zammù Vineria
Via Saragozza, 32/a – Bologna


il calendario

martedì 27 ottobre 2009
h. 19.30 :: Lavieri Edizioni: progetto, catalogo e aperitivo

Tre strade editoriali :: Lavieri Letteratura. Lavieri Piccole Pesti. Lavieri Comics.
interventi di Marcello Buonomo di Lavieri, Gherardo Bortolotti, Giovanni Marchese e Antonio Tirelli

h. 21.30 :: Gherardo Bortolotti, Tecniche di basso livello (Lavieri Edizioni) – introduce Antonio Tirelli

In una sorta di testo calviniano inceppato, a cui manca la stessa fiducia nell’ordine e il distacco ludico di un’ironia novecentesca, Gherardo Bortolotti propone una narrazione per brevi prose, scenari, particolari slegati. Senza perdere il senso del romanzesco, e anzi riscoprendo una specifica dimensione epica dell’ordinario, le sue frasi individuano le figure frante dei nostri giorni e le trame secondarie a cui affidiamo il senso di ciò che avviene. Il libro è stato finalista del premio Dedalus 2009


giovedì 5 novembre 2009
h. 21.30 :: Alberto Masala, Alfabeto di strade (Edizioni Maestrale) – introduce Marcello Fois

reading per voci sole divise tra sardo e italiano
Alfabeto di strade è uno scrigno di sorprese e un territorio di raffinatezze senza sussiego. Se dovessi pensare alle radici su cui si innerva questa raccolta direi: semplicità e sobrietà. Quelle qualità, cioè, che in scrittura significano affrontare il problema de visu. Viviamo in un paese che millanta di essere nutrito e corroborato dalla poesia e troppo spesso confonde la canzonetta col far versi.
(Marcello Fois)

giovedì 12 novembre 2009
h. 21.30 :: i Microlit di Isabella Borghese e Luca Moretti (Edizioni 18:30) – introduce Gianluca Morozzi

presentazione della collana Microlit curata da Luca Moretti e dei racconti di Isabella Borghese “Minimal Hotel” e “Subliminal Autogrill”.
Gli Autogrill son soste da uomo, mitiche soste da uomo! E ritrovi di motociclisti, di gruppi in fila indiana per la gita fuori porta, della famigliola che va in vacanza e si ferma per far pisciare i pupi, della scopatina clandestina imprevista, dei camionisti in pausa, del pranzo fugace, degli acquisti senza senso, dei pullman in viaggio, della benzina che ci siam scordati di mettere in città…
(Isabella Borghese, Subliminal Autogrill)

giovedì 19 novembre 2009
h. 21.30 :: a TEMA per Zammù: direzione obbligata

sono io a pensare, no; sono io a parlare, no; sono io a decidere, no. obbligati a seguire una direzione con gli occhi bassi sui passi. obbligati financo (d)a una direzione obliqua.
di e con Carlo Palizzi e Simone Rossi
voci di Carlo Palizzi e Antonio Tirelli
musiche di Simone Rossi, Tonino Lenzi e Lorenzo Assogna

martedì 24 novembre 2009
h. 19.30 :: Intermezzi Editore: progetto, catalogo e aperitivo

dal WebSite Horror al Mostro della piscina di Marco Candida passando per Io volevo Ringo Starr di Daniele Pasquini.
interventi di Chiara Fattori, Daniele Pasquini, Gianluca Morozzi, Antonio Tirelli

h. 21.30 :: Ilaria Giannini, Facciamo finta che sia per sempre (Intermezzi Editore) – introducono Antonio Tirelli e Marco Nardini

Nicole è ossessionata dal suo passato. Martina è innamorata di lei. Stefano è uno psicologo affetto da manie di grandezza. Paolo è morto in uno strano incidente stradale. Quattro grandi amori, quattro solitudini che si rincorrono nella malinconica bellezza della Versilia. Quattro anime alla ricerca di un qualcosa che dia un senso alle loro vite. Tutti puntano alto, qualcuno gioca sporco, nessuno vince.

giovedì 26 novembre 2009
h. 21.30 :: Ti sto solo cercando, non era un ricordo.
Immagini e parole dai volumi Ti sto cerando e Nessun ricordo di Giovanni Marchese e Luca Patanè (Tunuè) – introduce Luana Vergari

giovedì 3 dicembre 2009
h. 21.30 :: Tutto il silenzio minuto per minuto

Reading di poesie tratte da “Minuta di silenzio” di Lorenzo Mari (L’Arcolaio) con interventi musicali a cura di Paolo Zanoni (pianoforte), Edoardo Vivan (contrabbasso) e Alessandra Aitini (flauto).

giovedì 10 dicembre 2009
h. 21.30 :: dry_art day |
LE VOCI DI DRY_ART
reading poetico a cura di Marcello Cominelli, Graziana Lucarelli, Massimiliano Martines, Valentina Pinza, Domenico Tringali e con la partecipazione della pianista Laura La Rocca. Una serata all’insegna della poesia e della musica, con alcune delle voci più interessanti del panorama bolognese | www.dry-art.com

martedì 15 dicembre 2009
h. 19.30 :: Hacca: progetto, catalogo e aperitivo

interventi di Francesca Chiappa, Andrea Di Consoli, Maurizio Ceccato

h. 21.30 :: Dora Albanese, Non dire madre (Hacca) – introducono Barbara Gozzi e Giuseppe Merico

Prepotente come l’esordio di questo romanzo, di bellezza pari all’intensità e alla violenza dei sentimenti di una madre, della madre che racconta cosa significa dare alla luce un bambino, e cosa significa avere diciannove anni, in quel momento, ricordo d’aver letto poco, negli ultimi anni. Forse niente.
(Gianfranco Franchi | Lankelot.eu)