Autori Vari | Attraverso passaggi

Racconti, fotografie e dialoghi che mettono l’uomo al centro della storia. Sono linguaggi diversi che coabitano, si cercano, si confrontano e si completano. È la vicenda umana che mostra e definisce il quotidiano fatto di avvenimenti, alcuni belli altri meno ma sempre autentici. È l’uomo interpretato in spazi utopici in definizione. Si tratta proprio di passaggi, ovverosia scene, fotogrammi e sintonie concentrate in un tempo in continuo divenire. È esposizione raffinata e colta di avventure, confessioni, intimità. Ecco, qui si raccontano sentimenti, emozioni, percezioni. Non ci sono mai indifferenza, negligenza, insofferenza. È la sensibilità che attraversa i tanti universi che albergano e convergono in questo annuario. È la realtà attraverso le sue fantasticherie che si pone con il gusto colto e multicolore dei suoi narratori. In quest’isola del probabile, del desiderio e del volere esistere ventuno racconti come altrettante cronache del reale mescolano allucinazioni e meraviglie, umori e passioni. È il senso della vita.

 

progetto grafico: Mattia Piano
foto di copertina: Al Careri

illustrazioni: Kain Malcovich
redazione e impaginazione: Malicuvata
pagine: 216
formato: 13×19
I edizione gennaio 2011
PDF free download

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racconti | francesco locane dario falconi simone rossi marco mazzucchelli alfio génitron jacopo nacci  chiara reali marco montanaro elena marinelli marco visinoni fabrizio gabrielli jacopo cirillo marta casarini

fotografie | simona pinna manuela marceddu simone lisci sig mustache

dialoghi | ugo coppari sasha tsinski gianni tetti fabrizio gabrielli marta casarini gabriele dadati lorenzo mari claudio morandini antonio tirelli dario falconi


racconti di periferie :: il libro

racconti di periferie e altri racconti (di periferie)
a cura di Gruppo Opìfice per Casa Lettrice Malicuvata
illustrazioni di Antonio Tirelli
progetto grafico di dogonreview.org

Tutto da farsi per poi ritornare: passare al bosco attraversando le strade della periferia. Abbandonate e desertiche.

Eccoci, finalmente, a passare la mano sopra la polvere di tanti mesi, raccogliere e conservare (sì, anche la polvere). Eccoci, finalmente, così devoti a l’azione per l’azione, seduti o in piedi non fa alcuna differenza, quasi panici; eccoci suonati, di bevute coi bicchieri alti a pretender relazione, giudicati il giorno appresso pei vestiti di una chiesa influente:

La tecnica ci vive: l’uomo è abitato, non abita un corpo né ha un corpo. E non servono rassicurazioni individuali, giacché la vastità della scelta è di suo accogliente rassicurazione o dispiegamento dell’inautentico.

[parte1 :: racconti di periferie]
Dario Falconi – Porco odio
Marco Mazzucchelli – La mattina prima di andare a lavorare
Marco Visinoni – Paradise now
Simone Rossi – Abbandono Oblio Deserto
Silvia Ancordi – Undici giganti
Gianfranco Franchi – Aletheia
Fabio Medda – La parte del manico
Angelo Zabaglio aka Andrea Coffami – Pianterei
Erwin de Greef – La mela caramellata
Gianluca Morozzi – Matrioske
Gianluca Liguori – Tempo di passaggio
Tommaso Chimenti – La panchina
Cristina Serci – L’ombra del tempo
Barbara Gozzi – Vattene

[parte2 :: altri racconti (di periferie)]
Alessandro Romeo – Quanta scena per niente
Ugo Coppari – In fondo alla valle
Chìo Dùpia – Terapia
Gianni Usai – La legge dei grandi numeri
Aventino Loi – Lisa ha gli occhi viola
Elena Marinelli – Caro Osvaldo
Luisanna Gerace – Francesca non esiste
Ettore Malacarne – Un ricordo di me

[info e ordini: malicuvata@gmail.com]


Dalla A allo Zammù :: Sempre chiuso ametà

giovedì 15 aprile 2010
ore 21.30 :: Sempre chiuso ametà: letture (pubbliche) sottovoce si era detto

solo. starmene ametà immaginando il femminile.
se lo faccia prestare da Carrol quel non detto bambina, quell’assenza foschìa di carezze sul viso, quel deserto su cui edificheranno genitori, scuola e società di Stato fino alla morte dell’assenza, fine dell’abbandono, inizio del ricordo e rappresentazione.
ancora solo, chiuso ametà. (cit.)
testi di: Decimo Cirenaica, Antonio Tirelli, Felice Malinconico, Alberto Roghudi, Rachele Fratti, Luisanna Gerace, Alfio Génitron, Cugino Lubitch, Ernesto Baj, Francesco Giuseppe Ritzu
musiche di: Cugino Lubitch, Simone Rossi, Paolo Grasselli, Chiara Nozza, Antonio Tirelli

Zammù, via Saragozza 32/a
Bologna


Dalla A allo Zammù :: 2010 [ apr – mag – giu ]

giovedì 15 aprile 2010
ore 21.30 :: Sempre chiuso ametà: letture (pubbliche) sottovoce si era detto

solo. starmene ametà immaginando il femminile.
se lo faccia prestare da Carrol quel non detto bambina, quell’assenza foschìa di carezze sul viso, quel deserto su cui edificheranno genitori, scuola e società di Stato fino alla morte dell’assenza, fine dell’abbandono, inizio del ricordo e rappresentazione.
ancora solo, chiuso ametà. (cit.)
testi di: Decimo Cirenaica, Antonio Tirelli, Felice Malinconico, Alberto Roghudi, Rachele Fratti, Luisanna Gerace, Alfio Génitron, Cugino Lubitch, Ernesto Baj, Francesco Giuseppe Ritzu
musiche di: Cugino Lubitch, Simone Rossi, Paolo Grasselli, Chiara Nozza, Antonio Tirelli

sabato 24 aprile 2010
h. 19.30 :: Novevolt: progetto, catalogo e aperitivo

La collana Novevolt predilige ucronie e rappresentazioni selvagge del reale, autofinzioni sensoriali e piccoli gioielli di stile.
Interventi di Enrico Piscitelli (curatore collana Novevolt), Franz Krauspenhaar (autore di Un viaggio con Francis Bacon), Enzo Fileno Carabba (autore di Il molosso. La leggenda del cane)
h. 20.30 :: AcusticoReading per Novevolt
Testi e voci di: Franz Krauspenhaar, Enzo Fileno Carabba, Vanni Santoni, Jacopo Nacci, Fabrizio Venerandi, Enrico Piscitelli
Musiche di: Simone Rossi e Cugino Lubitch

giovedì 29 aprile 2010
h. 20.30 :: Voras edizioni: progetto, catalogo e aperitivo

La Voras edizioni nasce nell’aprile del 2009 da un’idea di Stefano Grugni.
L’intento di questa nuova casa editrice è quello di proporre testi validi, lontani dalle mode dilaganti, selezionati dopo attenta valutazione, con grande cura per la veste grafica e per i contenuti.
h. 21.30 :: Marta Casarini, Nina Nihil giù per terra, Voras edizioni – introduce Massimo Padua
C’è letteratura e c’è buona musica.
C’è una serie di cose terrorizzate e sincere, sensuali e caotiche, tutte da leggere, d’un fiato, di corsa.
Giù per terra.

giovedì 6 maggio 2010
h. 21.30 :: Sconosciuti – una storia di reale virtualità

Dagli incontri reali agli incontri virtuali; dalla vita alla chat. Quali sono gli incontri più “veri”? Quanto conosciamo chi ci sta accanto? Siamo disposti a rischiare un po’ del nostro mondo per fare entrare gli altri? Nell’arte come nell’amore, rischiare è difficile. Dall’unione di versi e musica, dalla contaminazione di parole ed emozioni, nasce questo incontro. Da due personalità artistiche differenti esce un misto di spettacolo-finzione sul mondo e sulle persone.
testi di: Morena Fanti e Marco Sforza
musiche di: Marco Sforza

venerdì 7 maggio 2010
h. 20.30 :: Raffaele Mozzillo e Enos Rota (a cura di), Cronache dagli anni zero, Perrone LAB – Introducono Raffaele Mozzillo, Enos Rota, Elena Birmani

Sono cronache sparse di questi anni Zero, che stanno già finendo e di cui abbiamo pensato bene di farne raccontare un pezzo, uno dei mille possibili, per mille ragioni diverse. [Raffaele Mozzillo]
Il nostro intendimento non era certo quello di un’indagine sociologica né avevamo la pretesa di una analisi esauriente, tramite la narrativa, dei tempi difficili, contraddittori e complessi a cavallo del secondo millennio. [Enos Rota]

sabato 15 maggio 2010
h. 20.30 ::  Fiorenza Licitra, Le ore blu – introduce Eduardo Zarelli

I racconti di Fiorenza Licitra hanno l’intima tensione e la fastosa densità di una silloge poetica, tesa come un arco sul profondo mistero della vita, che ella non pretende di svelare ma cui sa accostarsi con l’incantevole innocenza di un bambino che non abbia ancora scordato il linguaggio delle cose, delle piante e degli animali. [Francesco Lamendola]

giovedì 20 maggio 2010
h. 21.30 :: come cerchi nell’acqua. nella notte che ci attende. e ci dimentica.

poema unico a dirotto di e con Gabriele Xella
musiche di Alessandro Petrillo e Martino Giani
Un unico poemetto che come un fiume scoppia per cercare un mare, o solo una soluzione dentro. Un urlo silenzioso tra le strade, tra le righe, tra i versi di passi inesauribili.
Gabriele Xella, parole e respiri
Alessandro Petrillo, chitarra, chitarra preparata, effetti, phototheremin, giocattoli

martedì 25 maggio 2010
h. 20.30 :: Rupe Mutevole: progetto, catalogo e aperitivo

Rupe Mutevole Edizioni nasce nel 2004 e da subito si specializza in “letteratura di confine”, dando poi nel tempo il giusto respiro anche a forme di scrittura più varia, come poesia e narrativa, e a collane specifiche per scrittori esordienti.
Interventi di Alessandra Di Gregorio e Kain Malcovich
21.30 :: Numbers di Kain Malcovich e Ho solo smesso di respirare di Alessandra Di Gregorio
Numbers è una società nella società, una società fatta di singoli, in cui si diventa massa a poco a poco, e si torna individui per essere di nuovo parti consistenti di agglomerati umani in cui è sempre l’uomo – manco a dirlo – a contare.
Ho solo smesso di respirare raccoglie una selezione di brani dal lessico estetizzante, sublimato, pieno: Qui comincia l’avventura della nuova donna. Una donna tanto nuova da sembrare antica, tanto antica da apparire nuova. Qui comincia un mito, il respiro di un mito.

giovedì 3 giugno 2010
h. 21.30 :: a TEMA per Zammù: tracce su strade

quelle lasciate e ritrovate o perse, quelle che conservano e ridanno al primo sole di pioggia, quelle dimenticate da un’andatura quotidiana: segni sul corpo, oggetti da taglio venduti al dettaglio e poi conservati. Illustrazioni live di Kain Malcovich
testi di: Carlo Palizzi, Simone Rossi, Cugino Lubitch, Ernesto Baj
musiche di: Simone Rossi, Cugino Lubitch


PIXELDITALIA di Massimiliano Martines

Casa lettrice  Malicuvata presenta:

martedì 16 marzo 2010
h. 21.30 :: PIXELDITALIA di Massimiliano Martines (ed. dry_art) – interventi di Antonio Tirelli e Lorenzo Mari

Dalla nota dell’autore: Di questa raccolta esistono pochi appunti su carta, perché scritta direttamente al computer. “Quale novità! – si dirà – Oramai tutti scrivono al computer ..”. Così è, effettivamente. Quindi puntualizzo: questi versi nascono in rete, nello specifico su Facebook. “Ah ecco! La poesia ai tempi di…” continuerebbe quel pedante che c’è in ognuno di noi. In realtà ho semplicemente sfruttato il meccanismo dei messaggi in bacheca, i cosiddetti post, per non lasciar sfuggire pensieri e immagini che andavano forgiandosi nella mente. Quanto il fatto di essere letto su internet da centinaia di utenti abbia condizionato o meno il processo creativo, non è quantificabile con precisione, di sicuro è stato elemento determinante, così come incisivo è stato il riscontro ottenuto in corso d’opera con commenti e apprezzamenti, strumenti propri dei social-network.

Zammù, via Saragozza 32/a
Bologna


a TEMA per zammù :: ombre (del cugino) di lubitch

casa lettrice malicuvata
presenta

a TEMA per zammù :: ombre (del cugino) di lubitch
obbligati a giocare con le ombre davanti: gli specchi sui lati sono altre dimensioni, a volte ricordi.
a volte no.

giovedì 25 febbraio 2010
h. 21.30 :: a TEMA per Zammù: ombre (del cugino) di lubitch

Il sale è nel mare e nella terra e nel sangue, insieme al ferro, e ogni tanto succede che degli omini si prendano per mano e vengano a scavarci nel sangue finché non estraggono il sale, certo, lo tirano fuori dagli occhi, piangiamo un mare di lacrime, certo, chi piange sangue piange ferro, chi piange sale riempie i fiumi.
Se la candela è accesa, è giorno; se la candela è spenta, è notte.
Il giorno si nasconde, la candela è accesa ancora per poco.

testi di: Simone Rossi, Carlo Palizzi, Antonio Tirelli, Cugino Lubitch, Tommaso Chimenti
musiche di: Simone Rossi, Antonio Tirelli, Gian Paolo Faella e Cugino Lubitch

[durante la serata verrà letto il racconto A TEMA per Zammù Volevo assomigliare a mia madre di Tommaso Chimenti]


Racconti di periferie09

Casa lettrice Malicuvata presenta:
da Passaggi per il bosco 2009

 Bologna | Roma | Cagliari

reading

Racconti di periferie09 è il progetto letterario a cura di Gruppo Opìfice legato alla prima edizione di Passaggi per il bosco, festival di lettere e musica tenutosi a Cagliari dal 18 al 26 luglio 2009.

Tra i quarantadue racconti pervenuti entro il 15 luglio 2009, ne sono stati selezionati tredici per le letture pubbliche del 21 gennaio 2010 (Zammù, Bologna), del 22 gennaio 2010 (Simposio, Roma) e del 23 gennaio 2010 (Libreria MieleAmaro, Cagliari).

Un’altra valutazione ha visto selezionati quattordici racconti per la pubblicazione su opifice.it

L’ultima valutazione – entro la fine di marzo – fornirà i racconti selezionati per la pubblicazione cartacea.

La valutazione dei racconti è stata curata da Casa Lettrice Malicuvata.

BOLOGNA :: Zammù, Via Saragozza 32/a – Giovedì 21 gennaio 2010 – h.21.30

racconti di: Marco Visinoni, Simone Rossi, Dario Falconi, Erwin de Greef, Gianfranco Franchi, Marco Mazzucchelli

voci di: Carlo Palizzi, Antonio Tirelli, Marco Visinoni, Lautino Crippa, Grigi Bolero, Francesca Baroni

musiche di: Simone Rossi e Paolo Grasselli

ROMA :: Simposio, Via dei Latini 11 – Venerdì 22 gennaio 2010 – h.19.00

racconti di: Simone Rossi, Dario Falconi, Gianluca Liguori, Angelo Zabaglio e Andrea Coffami, Gianfranco Franchi, Vanni Santoni, Silvia Ancordi

voci di: Luca Moretti, Gianluca Liguori, Simone Ghelli, Carlo Palizzi, Gianfranco Franchi, Fabrizio Gabrielli, Silvia Ancordi

musiche di: Simone Rossi

CAGLIARI :: Libreria MieleAmaro, Via Manno 88 – Sabato 23 gennaio 2010 – h.19.00

racconti di: Fabio Medda, Dario Falconi, Gianfranco Franchi, Gianluca Morozzi, Aventino Loi, Marco Mazzucchelli

voci di: Decimo Cirenaica, Fabio Medda, Aventino Loi, Simone Belfiori, Mattia Piano

musiche di: Simone Belfiori

L’evento di giovedì 21 gennaio (Zammù, Bologna) aprirà la stagione 2010 della rassegna letteraria Dalla A allo Zammù curata da Casa Lettrice Malicuvata


Facciamo finta che sia per sempre

Autore: Ilaria Giannini
Titolo: Facciamo finta che sia per sempre
Edizioni: Intermezzi Editore, Ponte a Egola (PI) 2009
Pagine: 120

Di Antonio Tirelli

Definire il concetto di amore: difficile quando non impossibile. Definire l’amore e i sentimenti che ad esso si accompagnano: compito che probabilmente non sarà mai adempiuto correttamente dagli esseri umani. Non possiamo dare definizioni. Ma possiamo raccontare, descrivere il tutto mostrando alcune delle sue parti. Così fa Ilaria Giannini nel suo Facciamo finta che sia per sempre, affidando gli elementi del discorso amoroso a quattro esistenze inquiete, quattro protagonisti le cui vicende si intrecciano e vanno a formare una trama che, per quanto incompleta (potrebbe essere altrimenti, dato che stiamo parlando d’amore?), diventa exemplum. Caso esemplare delle conseguenze che certi sentimenti hanno quando la loro cifra è l’incertezza, l’abbandono scritto già prima dell’inizio di una relazione, l’immaturità che spinge talvolta a sottrarsi alla responsabilità di domandarsi: “Ma io, cosa voglio realmente?”

Scrive in maniera delicata, Ilaria Giannini, come chi possiede l’intento sincero di non voler parlare da alcun pulpito. I personaggi che ci mette di fronte appaiono talvolta estremi nei loro atti e nelle loro affermazioni, e potrebbero sembrare maschere, caratteri piuttosto che persone verosimili. Potrebbe essere un’imprecisione nel romanzo, ma è altrettanto possibile che ci troviamo di fronte alla pura esigenza di distillare una massa gigantesca di argomenti e convogliarla tutta nei volti di Stefano, Nicole, Martina e Paolo, affinché attraverso i loro movimenti sia visibile qualcosa che resterebbe taciuto se l’autrice li avesse resi più “umani”.
Non si pone ambizioni da sociologa, Ilaria Giannini. “Ho voluto declinare il tema dei rapporti d’amore in diverse storie e personaggi che hanno un unico denominatore comune: provare un sentimento forte e non essere maturi per gestirne le conseguenze; per questo i loro rapporti sono problematici e instabili” , dice la scrittrice rispondendo ad un domanda di chi sta scrivendo queste modeste righe.

Eppure, vien fatto di chiedersi se quel che leggiamo nel suo romanzo possa essere non solo la narrazione di quattro vite difficili, ma anche un’osservazione sul cinismo e sul disincanto dei tempi che corrono. Tempi che sono come il mare in burrasca che costringe anche i navigatori più esperti a compiere manovre difficili, rischiose.
Tempi in cui è facile che anche le imbarcazioni più solide colino a picco rovinosamente.
E anche quando arrivano in porto – e spesso il porto non è la destinazione ma soltanto uno scalo provvisorio – è frequente che quelle imbarcazioni siano semidistrutte, da riparare urgentemente.
Se non da ricostruire.


a domanda risponde Ilaria Giannini

Antonio Tirelli :: Sono molti gli studiosi – psicologi, sociologi, etc. – che ultimamente indagano i tortuosi territori dell’amore.
Il tuo libro parla di relazioni problematiche, in alcuni tratti estreme, almeno sotto il punto di vista delle ricadute emotive sui protagonisti. Questa problematicità è un’invenzione letteraria o una caratteristica reale dei rapporti sociali odierni?

Ilaria Giannini :: Non avendo ambizioni da sociologa ma solo da scrittrice non posso testimoniare se questa problematicità sia un dato di fatto nella maggior parte delle relazioni che si vivono nel cosiddetto mondo reale. In Facciamo finta che sia per sempre ho voluto declinare il tema dei rapporti d’amore in diverse storie e personaggi che hanno un unico denominatore comune: provare un sentimento forte e non essere maturi per gestirne le conseguenze, per questo i loro rapporti sono problematici e instabili. Credo che quando una storia d’amore non si limita all’aspetto di facciata ma in qualche modo riesce a toccare la nostra interiorità e a scoperchiare le nostre debolezze diventa in ogni caso estrema perché ci costringe ad affrontare noi stessi.
Un compito molto difficile da cui i miei personaggi tentano di fuggire fino alla fine ma che è l’unica strada per crescere sia singolarmente che come coppia.

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Ilaria Giannini è nata nel 1982 a Pietrasanta (Lucca). Laureata in Scienze politiche, vive e lavora a Firenze come giornalista. Ha pubblicato un racconto nell’antologia Scrittura mista (Edizioni ETS) e nelle antologie di alcuni premi nazionali di poesia. Cura la rubrica letteraria Catching in the rye sul blog collettivo Avantopop.net e partecipa al progetto SIC – Scrittura Industriale Collettiva. Il 21 aprile 2009 è uscito  per Intermezzi Editore Facciamo finta che sia per sempre, il suo primo romanzo.

Ilaria Giannini, martedì 24 novembre 2009, sarà ospite della rassegna Dalla A allo Zammù (via Saragozza 32/a, Bologna)

h. 19.30 :: Intermezzi Editore: progetto, catalogo e aperitivo
dal WebSite Horror al Mostro della piscina di Marco Candida passando per Io volevo Ringo Starr di Daniele Pasquini.
interventi di Chiara Fattori, Daniele Pasquini, Gianluca Morozzi, Antonio Tirelli

h. 21.30 :: Ilaria Giannini, Facciamo finta che sia per sempre (Intermezzi Editore) – introducono Antonio Tirelli e Marco Nardini
Nicole è ossessionata dal suo passato. Martina è innamorata di lei. Stefano è uno psicologo affetto da manie di grandezza. Paolo è morto in uno strano incidente stradale. Quattro grandi amori, quattro solitudini che si rincorrono nella malinconica bellezza della Versilia. Quattro anime alla ricerca di un qualcosa che dia un senso alle loro vite. Tutti puntano alto, qualcuno gioca sporco, nessuno vince.