terra mala di rossana copez e giovanni follesa

10_01_012
h. 19.00 | libreria mieleamaro, via manno 88 – cagliari
Rossana Copez e Giovanni Follesa, Terra mala (Maestrale)
Introduce: Ornella Demuru
Tempeste, barche e voci imploranti aiuto, un’acqua che erompe da un tempo oscuro e remoto: le notti di Adele – stralunata avvocatessa romana con un debole per i fiorellini e i vestitini arricciati – sono abitate da incubi che al risveglio si trasformano in una pelle dal sapore salmastro. Incubi che, lentamente, la stanno consumando. Decide così di rivolgersi al dottor Sainas, ambiguo psicanalista che, per curarla, la spedisce inspiegabilmente in Sardegna. Dapprima titubante, poi disperata, Adele si reca nell’isola per tentare di capire cosa le stia accadendo. In una Cagliari che le apparirà come un santuario di luce, incontra Gabriele – giovane appassionato di occultismo – che la condurrà in un mondo d’amore e morte: cosa cerca ossessivamente il ragazzo, insieme ai suoi amici, in quelle sedute medianiche? E cosa lega Adele a don Pierpaolo, un prete in conflitto, diviso tra l’amore per Dio e quello per una donna? Perché il dottor Sainas sembra essere così coinvolto dalla vicenda della sua paziente? Le risposte si intrecciano e confondono in un arazzo dai colori chiari ma anche foschi, tessuto da mani antiche, in luoghi ancestrali e marini, luoghi dove è nascosto un tesoro che potrebbe essere la spiegazione di ogni cosa. Eppure il vero protagonista del romanzo è il mare, tormentato da onde che si frangono in cerca di pace, un mare che travolge alcune esistenze per poi lambirne dolcemente altre. In un thriller esoterico dai cupi contorni, gli autori ci mostrano, con stile a tratti asciutto, ma al contempo vivace, una storia lunga cinquecento anni che, proprio attraverso il fluire del tempo, troverà la sua compiutezza.

h. 21.30 | caffé barcellona, via barcellona 84 – cagliari
Lettura pubblica da Terra mala (Maestrale) di Rossana Copez e Giovanni Follesa
– Lo sai? Si riunivano per fare delle sedute spiritiche.
– Ma va’! Ma di quelle con tabellone e bicchierino?
– Sì, te lo immagini? Anziché il bicchierino usavano una moneta che scivolava sulla carta a formare parole. Proprio loro, marxisti materialisti atei e anticristo… Volevano parlare con gli spiriti.
– Ma… ci credevano davvero a quelle cose?
– Certo che ci credevano. Te la ricordi quella vecchia leggenda che racconta di un tesoro di pirati saraceni nascosto da qualche parte vicino alle coste? E che porta maledizioni a chi vorrebbe impossessarsene?
– Sì, certo, me ne parlava mio nonno. Ma non dirmi che quelli, che si atteggiavano a intellettuali, credevano alle leggende?
– Soprattutto alle leggende credevano. E quella leggenda antica li aveva del tutto catturati. Stregati!
– Ma com’è che è successo che sono finiti male?
– Te l’ho detto… stregati: è la maledizione di cui parlava la leggenda.
– Chi te l’ha raccontato sarà qualcuno che voleva prenderti in giro.
– Macché. È stato trovato uno scritto. È come una specie di diario, con tanto di date e luoghi. Mi hanno raccontato che erano un gruppo di esaltati con la mania di scrivere e che dunque annotavano tutto… dice che la sorella di uno di loro ha preso questa specie di diario e alla fine ne ha ricavato un romanzo.

Rossana Copez | nata a Cagliari, dove vive con tre gatti. Ha collaborato con quotidiani e riviste. Ha curato diverse opere sulla cultura e sulla storia della Sardegna, tra cui Sagre, riti e feste popolari in Sardegna (Janus 1987) e Il porto di Cagliari: la storia e le storie (Janus 2002). Con Sergio Atzeni ha scritto Fiabe Sarde (Zonza 1978; Condaghes 1996). Con Tonino Oppes, Tutti buoni arriva Mommotti (Condaghes 2008). Con Mohammed Ayyoub, Fiabe palestinesi (Condaghes 2009). Per Il Maestrale ha pubblicato nel 2004 il romanzo Si chiama Violante.

Giovanni Follesa | vive a Quartu Sant’Elena, è giornalista e si occupa di comunicazione istituzionale e politica. Ha fondato e diretto il quotidiano l’Obiettivo. Scrive d’arte contemporanea per riviste e periodici. Per la Provincia di Cagliari ha ideato e curato la pubblicazione dei quattro volumi Aria, Terra, Fuoco, Acqua (2006 e 2009). Ha scritto con Piergiorgio Molinari il romanzo Le truppe carrellate (Ati Editore 2006).

[qui il programma completo della rassegna caramelle dagli sconosciuti edizione seconda]


Alfabeto di strade

TItolo: Alfabeto di strade (e altre vite)
Autore: Alberto Masala
Edizioni: Edizioni Maestrale, Nuoro 2009
Pagine: 216

di Barbara Gozzi

[…]
ainsi
de main en main
nous avons perpétué l’incertitude
fragile où nou vivons
là nous avons découvert
que
la main véritable
est celle qui peût saisir
chaque fois
un nom interdit
pour les caresses
qui donne aux choses
[…]

[Estratto da La main, Alberto Masala, 14 novembre 2002, Alfabeto di strade (e altre vite), Edizioni Maestrale, 2009]

Alfabeto di strade (e altre vite) raccoglie una selezione di componimenti di Alberto Masala,  nativo sardo, classe 1950, che attualmente abita a Bologna.

In questo volume si raccolgono due libretti (Taliban e Nella casa del boia entrambi con introduzione di Jack Hirschman) e componimenti poetici divisi in quattro sezioni che scandiscono anche cronologicamente le opere scelte: Leggerezza, Ritmo, Il condominio e A tenore.

La poesia in Italia è arte dimenticata, bistrattata, ridicolizzata e perfino totalmente ignorata.

Ma in questo libro ci sono parole “asciugate”, come ha spiegato l’autore in occasione di una presentazione nella caffetteria vineria Zammù di Bologna. “Bisogna sempre distinguere” ha detto Masala “tra le persone e chi occupa un certo spazio in quel momento. Le persone hanno anche delle miserie, tutti lo siamo e ce le portiamo in giro ogni giorno. Quando occupo un certo spazio, però, sto trasvivendo, in quel momento indosso voci, dico altro da me con la poesia”.

“Vivere di poesia” è per Masala esigenza di essere, entro maglie strette di una società (quella italiana in primis) che si nutre esclusivamente o quasi d’arte ufficiale, pratica, veloce, tra dinamiche commerciali e patinate.

Ma fare poesia non è un gioco, non si scherza. Basta ascoltare una lettura, dalla voce dello stesso autore che cadenza ritmi, intensità.

“Il poeta deve attrarre, mantenere l’attenzione e trasportare sensi” insiste Masala. Nessuna ricetta infallibile o preconfezionata, eppure un modo, un sentire, un approccio che dalla vita vissuta allunga lingue intense, dolorose, (pre)potenti. Non esiste strucco stilistico, geometria di forma. I sensi, i pesi delle parole, i respiri, le cadenze. Tutto ruota attorno all’urgenza, l’onestà nuda delle cose che nelle parole sfuggono alla morte.

C’è poi una preziosa “amministrazione del respiro” tra le opere di Masala dove il ritmo dominato dagli a capo è scelta sapiente, ponderata, che amplia la forza della lingua.

In questo libro che riunisce componimenti di anni e argomenti diversi, tra dediche, eventi di cronaca, affezioni, memorie, recupero di connessioni con altri sentire vicini (come Pasolini); in questo volume ebbro di frammenti, Masala trasporta, non media mai. Le parole sono tutte in fila, parlano, urlano, strappano carne, diramano percezioni diverse.
La lingua di Masala è anche miscelazione di più lingue che dall’italiano espandono, legano tra territori e non confini.

[…]
e tutto aveva ombra
ma non caddi
et j’aimais le soleil
chaque jour j’adorais
l’image-apparition della menzogna
del giorno che ancora spinge al mondo
creature come mosche
e idee feroci come cani
creando morti da nascondere

tu dois danser
sur les tombes des sans-nom
sur les corps de ceux sans sépolture
ouvre ton corps
pour absorber les liquides qui se dégagent […]

[Estratto di ad Artaud, Tolosa 18 Maggio 1997]

Come per ogni scrittura, ci sono punti che toccano maggiormente il lettore, ‘linee d’ombra’ che aggrediscono, altre che colmano, irradiano.
“Vedo Patrizia in ogni parola” ha detto Masala dopo aver letto canto per patrizia vicinelli (fossa n.2394- cimitero di Borgo Panigale). Il canto è stato scritto l’11 ottobre 1991, a qualche mese di distanza dalla morte della poetessa. Scrive Masala in calce al canto: “Scrivevo stando davanti ad una finestra aperta. Sul balcone di fronte vedevo dei fiori (mazzo di fiori compiacenti) e si annunciava rapidamente un temporale d’autunno.

[…]
PERCHÉ NOI CI SIAMO ADESSO NON QUANDO
piangendo  e come piangere
non possiamo dimenticare i compagni
quelli  che se ne sono andati
fratelli traditi dal pianto in gola
e allora la mia (generazione) era
verginità     violata    giovane     ingravidata
ha partorito da sinistra e nascevano talpe adolescenti
che hanno abbandonato in tempo le anime
sono già cenere  fiamma spenta
lavorano     vivono  credendolo opportuno
mettendo da parte pietre per
fare mura  portici blindati
[…]

[Estratto da canto per patrizia vicinelli]

Concludo questi appunti imperfetti con un’annotazione personale. Leggere poesia si dice sia difficile. Forse andrebbero recuperati gli incontri, gli spazi per condividere voci, ascolti, atmosfere, parole. Forse è solo più semplice spingere pulsanti, accendere circuiti che propongono interpretazioni, parole digerite. Forse è più immediato cliccare nella virtualità. Forse è un problema di lingua di carne incompresa, parole assorbite per indigestione entro dinamiche in corsa, affaticamenti, distrazioni assillanti, ossessioni senza forme. Forse è solo paura.

Resta il fatto che leggendo ad alta voce una qualunque pagina di Alfabeto di strade non si può – non si può – rimanerne indifferenti, foss’anche per confusione, disagio, accumulo di emozioni. È una sfida, io credo, sebbene anche il coraggio sia ormai sangue raro, il coraggio di lanciarsi rischiando di annegare.


Nuova stagione letteraria allo Zammù :: progetto e calendario

logo_spillinamalicuvata2Dopo i circa 40 incontri della scorsa stagione – tra presentazioni librarie e reading – martedì 27 ottobre 2009 alle ore 19.30 riprende la stagione letteraria curata da Casa Lettrice Malicuvata allo Zammù di Bologna.
L’idea che guiderà questa seconda edizione è quella di coinvolgere maggiormente alcune case editrici di progetto, invitando editori e redattori negli spazi della vineria-libreria Zammù (Via Saragozza, Bologna) per presentare linee editoriali, catalogo ed autori. E da Gennaio 2010 tantissime novità targate Zammù e Malicuvata.


Zammù e Casa Lettrice Malicuvata

presentano
Dalla A allo Zammù :: alfabeto letterario
Zammù Vineria
Via Saragozza, 32/a – Bologna


il calendario

martedì 27 ottobre 2009
h. 19.30 :: Lavieri Edizioni: progetto, catalogo e aperitivo

Tre strade editoriali :: Lavieri Letteratura. Lavieri Piccole Pesti. Lavieri Comics.
interventi di Marcello Buonomo di Lavieri, Gherardo Bortolotti, Giovanni Marchese e Antonio Tirelli

h. 21.30 :: Gherardo Bortolotti, Tecniche di basso livello (Lavieri Edizioni) – introduce Antonio Tirelli

In una sorta di testo calviniano inceppato, a cui manca la stessa fiducia nell’ordine e il distacco ludico di un’ironia novecentesca, Gherardo Bortolotti propone una narrazione per brevi prose, scenari, particolari slegati. Senza perdere il senso del romanzesco, e anzi riscoprendo una specifica dimensione epica dell’ordinario, le sue frasi individuano le figure frante dei nostri giorni e le trame secondarie a cui affidiamo il senso di ciò che avviene. Il libro è stato finalista del premio Dedalus 2009


giovedì 5 novembre 2009
h. 21.30 :: Alberto Masala, Alfabeto di strade (Edizioni Maestrale) – introduce Marcello Fois

reading per voci sole divise tra sardo e italiano
Alfabeto di strade è uno scrigno di sorprese e un territorio di raffinatezze senza sussiego. Se dovessi pensare alle radici su cui si innerva questa raccolta direi: semplicità e sobrietà. Quelle qualità, cioè, che in scrittura significano affrontare il problema de visu. Viviamo in un paese che millanta di essere nutrito e corroborato dalla poesia e troppo spesso confonde la canzonetta col far versi.
(Marcello Fois)

giovedì 12 novembre 2009
h. 21.30 :: i Microlit di Isabella Borghese e Luca Moretti (Edizioni 18:30) – introduce Gianluca Morozzi

presentazione della collana Microlit curata da Luca Moretti e dei racconti di Isabella Borghese “Minimal Hotel” e “Subliminal Autogrill”.
Gli Autogrill son soste da uomo, mitiche soste da uomo! E ritrovi di motociclisti, di gruppi in fila indiana per la gita fuori porta, della famigliola che va in vacanza e si ferma per far pisciare i pupi, della scopatina clandestina imprevista, dei camionisti in pausa, del pranzo fugace, degli acquisti senza senso, dei pullman in viaggio, della benzina che ci siam scordati di mettere in città…
(Isabella Borghese, Subliminal Autogrill)

giovedì 19 novembre 2009
h. 21.30 :: a TEMA per Zammù: direzione obbligata

sono io a pensare, no; sono io a parlare, no; sono io a decidere, no. obbligati a seguire una direzione con gli occhi bassi sui passi. obbligati financo (d)a una direzione obliqua.
di e con Carlo Palizzi e Simone Rossi
voci di Carlo Palizzi e Antonio Tirelli
musiche di Simone Rossi, Tonino Lenzi e Lorenzo Assogna

martedì 24 novembre 2009
h. 19.30 :: Intermezzi Editore: progetto, catalogo e aperitivo

dal WebSite Horror al Mostro della piscina di Marco Candida passando per Io volevo Ringo Starr di Daniele Pasquini.
interventi di Chiara Fattori, Daniele Pasquini, Gianluca Morozzi, Antonio Tirelli

h. 21.30 :: Ilaria Giannini, Facciamo finta che sia per sempre (Intermezzi Editore) – introducono Antonio Tirelli e Marco Nardini

Nicole è ossessionata dal suo passato. Martina è innamorata di lei. Stefano è uno psicologo affetto da manie di grandezza. Paolo è morto in uno strano incidente stradale. Quattro grandi amori, quattro solitudini che si rincorrono nella malinconica bellezza della Versilia. Quattro anime alla ricerca di un qualcosa che dia un senso alle loro vite. Tutti puntano alto, qualcuno gioca sporco, nessuno vince.

giovedì 26 novembre 2009
h. 21.30 :: Ti sto solo cercando, non era un ricordo.
Immagini e parole dai volumi Ti sto cerando e Nessun ricordo di Giovanni Marchese e Luca Patanè (Tunuè) – introduce Luana Vergari

giovedì 3 dicembre 2009
h. 21.30 :: Tutto il silenzio minuto per minuto

Reading di poesie tratte da “Minuta di silenzio” di Lorenzo Mari (L’Arcolaio) con interventi musicali a cura di Paolo Zanoni (pianoforte), Edoardo Vivan (contrabbasso) e Alessandra Aitini (flauto).

giovedì 10 dicembre 2009
h. 21.30 :: dry_art day |
LE VOCI DI DRY_ART
reading poetico a cura di Marcello Cominelli, Graziana Lucarelli, Massimiliano Martines, Valentina Pinza, Domenico Tringali e con la partecipazione della pianista Laura La Rocca. Una serata all’insegna della poesia e della musica, con alcune delle voci più interessanti del panorama bolognese | www.dry-art.com

martedì 15 dicembre 2009
h. 19.30 :: Hacca: progetto, catalogo e aperitivo

interventi di Francesca Chiappa, Andrea Di Consoli, Maurizio Ceccato

h. 21.30 :: Dora Albanese, Non dire madre (Hacca) – introducono Barbara Gozzi e Giuseppe Merico

Prepotente come l’esordio di questo romanzo, di bellezza pari all’intensità e alla violenza dei sentimenti di una madre, della madre che racconta cosa significa dare alla luce un bambino, e cosa significa avere diciannove anni, in quel momento, ricordo d’aver letto poco, negli ultimi anni. Forse niente.
(Gianfranco Franchi | Lankelot.eu)