marco bosonetto a cagliari

24_01_012
h. 19.00 | libreria mieleamaro, via manno 88 – cagliari
Marco Bosonetto, Nel grande show della democrazia (Laurana)
Introduce: Massimo Spiga
Il romanzo di Marco Bosonetto è diviso in due parti, che corrispondono a due giorni di settembre, il tre e il quattro settembre. Un elenco dei personaggi principali, in apertura, annuncia al lettore che Nel grande show della democrazia il ministro unico della Repubblica Italiana diviene tale dopo un Campionato nazionale di televoto, che esiste un Dipartimento Pace Sociale settore Vagabondaggio e Alcolismo, che la Campagna per lo Sradicamento dell’Adolescenza Prolungata è una politica di governo che non scandalizza più nessuno, che il ministro unico in carica è un ex imitatore televisivo, che il calcio è ancora lo sport nazionale più seguito e diffuso.
[grigi bolero – malicuvata.it]

h. 21.30 | caffé barcellona, via barcellona 84 – cagliari
Marco Bosonetto, Nel grande show della democrazia (Laurana)
Il giovane Se fece una smorfia strana. L’autostoppista notò uno scambio fugace di sguardi tra i due fratelli, come se Stefano si fosse lasciato sfuggire un segreto, una verità imbarazzante. Il ragazzo indossava bermuda firmati, occhiali nuovi di zecca, una polo che era uno status symbol e ciabatte infradito da sfilata. Non aveva esattamente il look da disoccupato in vacanza. Se qualcuno gli avesse chiesto di indovinare quale dei due fratelli aveva un lavoro e quale no, l’autostoppista avrebbe certamente identificato la disoccupata in Primula, con quella vistosa ricrescita scura alla radice dei capelli biondastri, quella macchina che stava insieme per miracolo e quel vestitino sciupato.

Marco Bosonetto (Cuneo, 1970) ha scritto i romanzi Il sottolineatore solitario (Einaudi, 1998), Nonno Rosenstein nega tutto (Baldini Castoldi Dalai, 2000) e Requiem per un’adolescenza prolungata (Meridiano Zero, 2008). Suo anche Morte di un diciottenne perplesso (Baldini Castoldi Dalai, 2003), da cui il regista Alessandro Aronadio ha tratto Due vite per caso, unico film italiano in concorso al Festival del cinema di Berlino 2010. Per il teatro ha scritto il pluripremiato Mucche ballerine (2006).

[qui il programma completo della rassegna caramelle dagli sconosciuti edizione seconda]


Racconti di periferie09

Casa lettrice Malicuvata presenta:
da Passaggi per il bosco 2009

 Bologna | Roma | Cagliari

reading

Racconti di periferie09 è il progetto letterario a cura di Gruppo Opìfice legato alla prima edizione di Passaggi per il bosco, festival di lettere e musica tenutosi a Cagliari dal 18 al 26 luglio 2009.

Tra i quarantadue racconti pervenuti entro il 15 luglio 2009, ne sono stati selezionati tredici per le letture pubbliche del 21 gennaio 2010 (Zammù, Bologna), del 22 gennaio 2010 (Simposio, Roma) e del 23 gennaio 2010 (Libreria MieleAmaro, Cagliari).

Un’altra valutazione ha visto selezionati quattordici racconti per la pubblicazione su opifice.it

L’ultima valutazione – entro la fine di marzo – fornirà i racconti selezionati per la pubblicazione cartacea.

La valutazione dei racconti è stata curata da Casa Lettrice Malicuvata.

BOLOGNA :: Zammù, Via Saragozza 32/a – Giovedì 21 gennaio 2010 – h.21.30

racconti di: Marco Visinoni, Simone Rossi, Dario Falconi, Erwin de Greef, Gianfranco Franchi, Marco Mazzucchelli

voci di: Carlo Palizzi, Antonio Tirelli, Marco Visinoni, Lautino Crippa, Grigi Bolero, Francesca Baroni

musiche di: Simone Rossi e Paolo Grasselli

ROMA :: Simposio, Via dei Latini 11 – Venerdì 22 gennaio 2010 – h.19.00

racconti di: Simone Rossi, Dario Falconi, Gianluca Liguori, Angelo Zabaglio e Andrea Coffami, Gianfranco Franchi, Vanni Santoni, Silvia Ancordi

voci di: Luca Moretti, Gianluca Liguori, Simone Ghelli, Carlo Palizzi, Gianfranco Franchi, Fabrizio Gabrielli, Silvia Ancordi

musiche di: Simone Rossi

CAGLIARI :: Libreria MieleAmaro, Via Manno 88 – Sabato 23 gennaio 2010 – h.19.00

racconti di: Fabio Medda, Dario Falconi, Gianfranco Franchi, Gianluca Morozzi, Aventino Loi, Marco Mazzucchelli

voci di: Decimo Cirenaica, Fabio Medda, Aventino Loi, Simone Belfiori, Mattia Piano

musiche di: Simone Belfiori

L’evento di giovedì 21 gennaio (Zammù, Bologna) aprirà la stagione 2010 della rassegna letteraria Dalla A allo Zammù curata da Casa Lettrice Malicuvata


Tre Io

Autore: Mario Rossi
Titolo: Tre io
Editore: Neo, Castel di Sangro (AQ) 2009
Pagine: 138

di Satya Marino

Protagonista di questo libro è la notte. Una notte tra discoteche e bar fuori mano, tra alcol e droga, tra sbronze e scopate. Una notte che per i tre protagonisti, Dante, Giulia e Andrea, diventa il tempo per cercare le soluzioni alle loro esistenze: un suicidio fallito, un tradimento da consumare, un momento per sballarsi.
Una notte, in cui tre esistenze si intrecciano, si confondono, si scontrano.
Dante ci guida in un viaggio nel suo inferno, all’interno della sua visione della società fatta di solo dolore e squallore, in cui ogni vita umana è osservata attraverso una lente che ingrandisce difetti fisici e comportamentali, senza spiragli per un’assoluzione. Dante è cinico, rassegnato, cattivo.
Poi c’è l’incontro-scontro con Giulia: una donna borghese, una desperate housewife — studi, matrimonio, figlia, famiglia — , ora alla ricerca di trasgressione.
Giulia, che inizialmente sembra l’unica che riesce a penetrare i pensieri di Dante, non diventerà la sua Beatrice, non sarà la sua guida verso un futuro di luce.
Tra queste due esistenze, si insinua quella di Andrea, giovane palestrato con aspirazioni da modello, alla ricerca perenne di sesso.
L’autore gioca con un intreccio vorticoso, volutamente confusionario delle tre storie. Il suo linguaggio è buio, a tratti oscuro e difficile atto ad immergere il lettore nei colori di queste esistenze e della vita notturna. Originale la scelta di usare tre cromature diverse, un colore per ognuno dei personaggi, che riesce a dare ordine alla narrazione.
Il finale, che si può intuire dalle prime pagine, viene messo poi in dubbio dal procedere delle vicende, per poi confermare le certezze iniziali.

***

Mario Rossi è uno pseudonimo. Uno pseudonimo ma anche un pretesto. È l’alibi perfetto. È un’entità ambigua, proteiforme. È l’uomo che potresti o non vorresti mai essere. È un elogio all’anonimato come diritto da difendere e dovere da esercitare. Poche e frammentate notizie su di lui. Alcune voci dicono che sia un giornalista ammanicato con le alte sfere, altre che sia stato parlamentare, altre ancora che sia un uomo di fede. Di certo è una personalità schiva che non ama parlare di sé, se non attraverso la propria scrittura. Per Neo Edizioni ha scritto “La bella e la bestia” nell’antologia di fiabe non più fiabe E morirono tutti felici e contenti (2008).


Tre io

Autore: Mario Rossi
Titolo: Tre Io
Edizioni: Neo, Castel di Sangro (AQ) 2009
Pagine: 138

Tre_iodi Grigi Bolero
Ci sono tre esistenze, raccontate in prima persona ognuna con un colore diverso: blu è Dante, verde è Andrea, rossa è l’esistenza di Sandra/Giulia; essere raccolte in un romanzo non è l’unico aspetto che hanno in comune; è vero, conducono vite differenti evidenziate dalle aspettative che ripongono per la giornata che li attende, e la riflessione – specie nel caso di Sandra/Giulia e Dante – ha in prevalenza carattere recrimintorio nei confronti del passato e risoluto (ma violento di lamenti) nei confronti del presente. Osserva Dante: «Deve essere una questione di orari stabiliti. Ognuno fa quel che può. Ognuno ha il tempo contato per sfuggire alla propria vita. Questione di turni forzati. […] Basta vedere i mattinieri, la gente per bene, i la-vo-ra-to-ri che, indossate maschere di buon umore, si affrettano, soddisfatti, all’inferno che li inghiotte e risputa ogni giorno.»

Fuga e salvezza sono componenti caratterizzanti della narrazione: il trio protagonista del romanzo di Mario Rossi muove in direzione ignota, e il mezzo d’evasione – alcol o trip – amplifica la necessità del fuori che, se per Dante assume i contorni del disprezzo, per Sandra/Giulia diviene ricerca di sé, ritrovo. Quanto ad Andrea, fuga e salvezza sono fatti di carne da piegare e possedere: «Voglio vivere come dico io. E andassero affanculo mio padre, la fabbrica, la cassa integrazione. Se crolla tutto me ne vado in Germania o in Svizzera, che ci vuole. Io stasera voglio solo spassarmela.»

È l’alba quando i tre io si ritrovano nella stessa macchina e puntano il vigneto dello zio di Andrea per un altro sorso di vino; poi dentro una piccola costruzione in muratura ognuno avanza la sua richiesta: solamente una non verrà soddisfatta.


Alluminio

Recensione di Grigi Bolero

Autore: Luigi Cojazzi
Titolo: Alluminio
Edizioni: Hacca – Halley editrice, Matelica (MC) 2007
Pagine: 206

copertina20alluminioC’è un prima e un dopo nella linea-tempo, e il presente un minuscolo puntino, l’attimo nell’atto. C’è un prima e un dopo anche nella sfera-tempo, nella ciclicità delle storie che si fanno vita, e il presente lo si ritrova nuovamente nel compiersi dell’atto. In questo tempo – lineare o sferico che sia, comandato dal giorno e dalla notte e stuprato dagli orologi a muro – esistono fratture e sospensioni, a volte nel fisico, vere e proprie cicatrici su cui passarci la mano per sentirne la durezza, ricordo, contatto che si fa promessa del ritorno, periferia di nessun centro che piega il dolore senza vincerlo: «gli accadimenti sembravano appartenere a uno sfondo lontano, tutto era avvolto da un’atmosfera di fatalità e inconsapevolezza, che richiamava inesorabilmente ciascuno verso i problemi più contingenti.» Dani, Manuel e Luz hanno giocato nella stessa Periferia del ritorno, hanno vissuto al limite, consapevoli e stanchi, generosi e misteriosi. C’è un prima e un dopo nelle loro vite che si svela prepotente sul finire degli anni settanta, nel cortile sudamericano, tra il Cile e l’Argentina, storie di vite scomparse, abbandoni, alluminio e acido nell’attesa di una fine qualunque. O di un ritorno.