A loro il tentativo di chiudermi ametà / estratto

Le quattro del mattino. Sorseggio una camomilla così che passino questi dolori, mi distendo nuovamente sul letto, bevo, sudo, penso: cos’è stato? Continuo a fumare, non ci penso: nei fogli per terra riconosco tutte le cancellature, impronte che mi lascio dietro. Bussano alla porta e sono scalzo, coi piedi sudati, che abbasso la maniglia: «Chi è?»
«Decimo, sono Giovanni. Hai visto Anita? Non è ancora tornata.»
Mi viene freddo quando vedo Giovanni Santa Cruz sull’uscio di casa mia, le parole non so nemmeno come escono, ma escono: «Non l’ho vista, mi spiace.» Anita Santa Cruz è sparita e il responsabile potrei essere io, il mostro su cui puntare il dito, quello che ha abboccato alle lusinghe di una quindicenne.
«Buonanotte.»
«Buonanotte.»
Chiudo la porta e faccio ritorno nella mia stanza. Anita Santa Cruz è sparita e il responsabile sono io; quello sguardo e quelle mani che indugiavano sul mio corpo, quella bocca, la lingua, l’alito alla mela, i capelli e il mare piatto davanti a noi – il fuoco era acceso? Ricatto e colpa, urla e mani – le mie – che si stringono attorno al suo collo, in macchina, nel bagagliaio, sulle strade che salgono fino a Monte di Chiesa, la notte che scende, una sepoltura di fortuna e una doccia che si porta via tutto. Ancora un conato di vomito e di nuovo in bagno, il giallo dei succhi gastrici che scivolano sul bianco del water e le contrazioni dello stomaco mi piegano sui ginocchi. Penso che dovrei guardarmi dall’alto, allontanarmi per vedere la fine. Tutto muore quando è scritto; la parola nasce quando è scritta e muore subito dopo, quando la penna si alza dal foglio. La luce intanto si leva lentamente e nella mia stanza ritrovo i contorni di prima del buio. Dovrei alzarmi, adesso, aprire la finestra così che ancora più luce entri nella stanza segnandone tutti gli spigoli, aprire la porta come sto facendo, piano, andare in cucina e accendere la sigaretta che tengo in mano. È tutto finito mi dico, tutto finito. Dovrei mettere la moca sul fuoco e bere un caffè caldo, magari in giardino, come se non fosse successo niente.

I miei occhi cercano i tuoi biondi raccolti e il viso di bambina che mi vergogno a ricordare; provo profonda vergogna per questa caccia spietata, esco in giardino e mi siedo sotto l’albero, apro il libro, aspetto e ascolto: si mischiano le voci che escono da casa di Donna Monica e fra quelle voci cerco la tua; e il rumore che sento, quando alzo lo sguardo dal mio libro, è quasi neutro: «Ciao Anita.»
«Ciao Decimo, non vieni al mare?»
«Magari più tardi.»
Ciao Anita, mentre danzi nel giardino verso il cancelletto che dà sulla strada. Ciao Anita, mentre distolgo lo sguardo dall’asciugamano legato in vita che cade fino alle caviglie. I tuoi capelli raccolti sono d’estate, e la forcina che togli dalla bocca e chiudi in testa cioccando i capelli l’ho visto fare in colonia a la cercatrice di pidocchi: aspettavo il mio turno come adesso, seduto sotto un albero.

(La donna non fa che demolire ed è incapace di amicizia, fa dire Thomas Bernhard al pittore; Anita Santa Cruz ha quindici anni ed è incapace di amicizia; Anita Santa Cruz ha quindici anni ed è capace di amicizia perché dispensata dall’impiccio donnesco.)

Sconsolato è perfino il giardino che si affaccia sulla strada provinciale, le macchine procedono lente, ferme e poi lente, guardo dentro i finestrini, dietro l’agave, oltre. Ma non ci sei, non torni. Le macchine accendono i fari, che ore sono? Tra il lentisco e gli aghi di pino, da qui, riesco a vedere le cime basse dei Fratelli dell’Est. Si accendono le luci di casa tua, un’ombra che si muove, l’acqua scrosciante per la doccia, posate e piatti suonati per la cena fra poco. Le luci, quell’ombra, sono donna e bambina che ancora combattono fra loro, opera d’arte coi primi segni d’incuria. Le luci, quell’ombra, si aprono sul giardino e tra i rami piegati escono i tuoi vapori. Volto le spalle alle macchine lente che mùsano a est avvicinando alfabeti di bambina attraverso l’assenza di donna, e dirigo fuor del mio recinto giardino questo sguardo obliquo sugli accadimenti, saluto Ludovica sul gradino e cammino lungo la strada che mi separa dalla spiaggia: i confini non sono cambiati, ma quando li potevo toccare e ogni passo era una corsa da scoprire, intorno c’erano colori che non avrei più ritrovato: la prima volta che sono arrivato fin quaggiù davanti ai massi grandi della spiaggia ero piccolo e ascoltavo l’affanno del mio respiro, le scarpe sul terriccio, le onde piagnose che non conoscevano sosta. Ho attraversato l’ultimo confine guardandomi dietro: una macchina abbagliava il mio ingresso, i due massi prima della spiaggia li avevo appena superati.
Le onde, quel mare, suonavano Mozart e le sue note bambine intanto che l’automobile mi riportava verso casa, privato.


Quando studiavo le tecniche di partecipazione

(da questo racconto è stato tratto l’adattamento teatrale Bolero Costretto, scritto con Simone Rossi, Malicuvata 2008)

La signora Muscau indossa un vestito di lino leggero, la borsetta sulla sinistra e sulla destra una busta della spesa. È in attesa dell’ascensore e non si è girata quando ha sentito il portone aprirsi né quando si è chiuso.
Buongiorno, le dico sistemandomi accanto.
Mi guarda, risponde buongiorno e fa subito cadere gli occhi in basso verso destra, poi uno scatto impercettibile del capo in direzione del display coi numeri che indicano i piani attraversati dall’ascensore. È stata una giornata calda, oggi. E umida. Quando si apre la porta dell’ascensore la signora Muscau accenna uno sguardo verso di me ma non dice nulla: si sistema di fronte alla pulsantiera e, appena sono dentro anche io, pigia il tasto numero quattro, il piano dove abitiamo. La mia casa e quella della signora Muscau sono divise da un muro di quelli da trenta e di rado sento dei rumori provenire dal suo appartamento.
La signora Muscau è proprio una bella donna. Ed è sola. Quella casa è troppo grande per lei, potrebbe trasferirsi da me, potremmo vivere insieme, dovrei conoscerla, invitarla per un caffè in Castello, chiederle il numero di telefono o suonare direttamente al suo portoncino: salve signora Muscau, l’odore di broccoli che sente proviene da casa mia spero non le dia fastidio. E poi? La signora Muscau è una donna molto cortese oltre che bella e mi risponderebbe che no, l’odore di broccoli non le arreca alcun fastidio; anzi i broccoli le piacciono molto e le pennette ai broccoli sono il suo piatto preferito. Ma nella mia pentola, a bollire, ci sono soltanto cento grammi di pasta e non sono pennette: ho suonato da lei per chiederle del parmigiano grattugiato. Ah, io non ce lo metto nella pasta coi broccoli il parmigiano grattugiato, confonde i sapori.
Sul divano allungo la testa all’indietro, dal soffitto mi arriva bassa la luce dei faretti laterali, quelli vicino alla finestra. Questi – mi disse l’arredatore – li sistemerei qui, spalle alla luce naturale. È da stamane che osservo il sole per capire la luminosità della sua casa. Sistemandoli a un metro dalla finestra e puntandoli verso la porta d’ingresso potrà accenderli anche durante il giorno per i suoi momenti di relax.
I miei momenti di relax?
Rileggo la lettera dell’incontro:
Gentile dott. Bolero, al fine di promuovere la partecipazione fra i cittadini e il dialogo fra questi e le istituzioni, la invitiamo ad intervenire a Cagliari Partecipa – progetto Amsicora, dedicato esclusivamente al suo quartiere. L’incontro si terrà Sabato 5 marzo alle ore 18h00 presso gli spazi dello Zero Club in Via Calamattia. Si consiglia vivamente di non portare con sé alcun orologio.

Lo Zero Club è avvolto da una luce soffusa che non so da dove provenga. Dentro ci sono già diverse persone. La sala è priva di qualunque arredo ma ci sono i faretti colorati appesi al soffitto, lo strobo e la palla che gira. Le pareti scure sembrano curate dalle spatole di un pittore. Nessuna sedia per sedersi, nessun divanetto. Da una parte all’altra della sala si muovono leggiadre le pattinatrici: indossano mutande e reggiseno accogliendo i cittadini con sorrisi larghi e inchini formali: benvenuto a Cagliari Partecipa, mi dice una di queste. Poi si gira e riprende a pattinare. Io cerco riparo poggiandomi al muro, scivolo, mi guardo la mano coperta da una sostanza scura tipo Nutella; avvicino il naso: è Nutella.
Una pattinatrice mi si fa davanti. Buonasera, dice. Sono Maura, leccatrice ufficiale.
Buonasera Maura. Vorrei darle la mano signorina Maura, ma mi sono appena sozzato di Nutella.
Sono qui apposta, mi dice lei. Mi prende la mano e inizia a leccarmela: lecca le dita una ad una, sento la lingua calda e un fresco leggero quando si toglie il mio dito dalla bocca e lo allontana per verificare che sia completamente pulito. Sorrido.
Come si chiama? Mi chiede Maura.
Grigi Bolero.
Dove abita?
In via Cagna n. 12.
Toglie fuori un taccuino e una penna dalle mutande e ci scrive sopra il mio nome e l’indirizzo.
Ecco fatto signor Bolero. Buon proseguimento!
Grazie, rispondo. E la guardo allontanarsi sui pattini e fermarsi davanti a Gianni Mariotti del primo piano. C’è la moglie con lui, sembra divertita, poi la pattinatrice si mette a leccare le dita del marito. E la signora Mariotti non ride più.

La sala si riempie e come in un copione che non esiste ci dividiamo fra chi si è sporcato con la Nutella e chi no. Condividiamo l’evento, noi che siamo macchiati. Lo annacquiamo nel dialogo, per così dire. Parliamo. E parlano fra di loro pure quelli che non si sono sporcati, che non si sono appoggiati sulle pareti di Nutella. Condividono lo scampato pericolo, loro. Lo esaltano nel dialogo, per così dire. Parlano. C’è un muro tra noi e loro, un muro che separa lo sporco dal pulito, il vinto dal vincitore. La sala si riempie ancora, ed il muro si restringe, diventa fragile, un’idea. Il limes è un contatto spalla contro spalla.
Secondo lei è Nutella?
Buongiorno signora Muscau. Sì, credo sia Nutella.
Ora siamo vicini, non siamo mai stati tanto vicini e dovrei dirglielo: signora Muscau, io e lei non siamo mai stati così vicini. E mi rallegro di questo. Signora Muscau, io e lei non ci frequentiamo abbastanza!
Perché ci hanno radunato tutti qua dentro? Mi chiede la signora Muscau.
È il progetto Amsicora di Cagliari Partecipa. Un progetto del comune rivolto principalmente al nostro quartiere. Si sta divertendo?

Si alzano urla improvvise, insulti e bestemmie. Cade acqua dal soffitto, tantissima acqua, una doccia collettiva. La massa di persone si muove compatta da una parte all’altra della sala, fino a quando l’acqua non scende più e mi ritrovo per terra assieme ad altri cittadini che non so ancora riconoscere. Una mano tesa si allunga verso di me. È la signora che abita al secondo piano. Ha il viso macchiato di mascara e altri colori che prima erano il suo trucco. Sorridiamo. Sorridono tutti.

Si apre una porta d’emergenza nel lato del locale esposto a ovest: entra la luce del tramonto. Mi accodo alla fiumara di persone, obbligato a una direzione: è da quando sono entrato qua dentro che mi sento così: costretto a partecipare.
Gli asciugamani sono finiti, i due scaffali sono vuoti: da una parte quelli con l’asciugamano, che si asciugano, e dall’altra quelli senza, che discutono tutti bagnati attorno alle copie di un libro.
Anche la signora Muscau è senza asciugamano. E con due copie in mano mi dice che possiamo andare a casa sua, io e lei.
Possiamo andare, ripete.
E va bene, andiamo.


Alain de Benoist | Réponses

Cos’è la metapolitica? Perché si è spezzato il legame sociale? Come rispondere alla logica del pensiero unico? E ancora: individualismo, sovranità popolare, indipendenza, democrazia liberale, decrescita, forma-capitale, ecologia tra modernità e postmodernità. Questi sono alcuni dei temi trattati in questo viaggio filmico alla scoperta del pensiero del filosofo francese Alain de Benoist.
Il progetto si divide in tre volumi, ciascuno dei quali costituisce un documentario autonomo.

volume 1 (FRA/ITA, 52min, 2017)
politica e metapolitica, identità, pensiero unico

volume 2 (FRA/ITA, 52 min, 2018)
democrazia, sovranità, indipendenza

volume 3 (in produzione)
ecologia, decrescita, forma-capitale

réalisation: Simone Olla
camera e suono: Jérôme Walter Gueguen
montage: Simone Olla, Xavier Tesson, Edoardo Matacena


Passaggi OFF 2012: un libro ametà

e quindi domani presento il mio libro ametà, a cagliari. molto bene – direbbe quello.
ciao amici dell’amicizia,
ne ho da dirvi mica poche, ma non posso iniziare così, la farei lunga troppo lunga. e quindi domani…
ma cosa vuole questo? è un impostore.
domani, fammi parlare, dicevo domani malicuvata presenta un libro.
dice: chi lo presenta di malicuvata?
facile: lo presenta… nessuno… nessuno di malicuvata che presenti il libro ametà. è una questione di igiene sentimentale, già. ma non divaghiamo. dalle 19 saremo al manàmanà di cagliari e l’adagietto di mahler lo ascolteremo in silenzio, che… adagietto. ad introdurre la signora fratti letta a voce alta e musicata da un valzer di chopin saranno alessandra pigliaru (università di sassari) e gianni stocchino (circolo dei lettori mieleamaro). decimo cirenaica forse diserterà, ma saranno problemi suoi. ci saremo io e carlo palizzi e titine gassion e renaud fayemendy. e leggeremo un po’ tutti.
l’autore NON sarà presente. come ogni autore che NON si rispetti.

giovedì 26 gennaio, ore 19, manàmanà, piazzetta savoia, cagliari: a loro il tentativo di chiudermi ametà. una specie di romanzo.

a crasi.


Passaggi per il bosco 2011 | il programma

La terza edizione di Passaggi per il bosco – festival di narrazioni e musiche a cura di Gruppo Opìfice – si svolgerà tra Cagliari e Aritzo, dal 23 al 28 agosto 2011. Dopo i primi quattro giorni cagliaritani di presentazioni librarie, letture, laboratori, concerti, esposizioni, la manifestazione letteraria opificista prenderà la via del bosco attraversando le strade e le piazze del paese barbaricino.

martedì 23 agosto 011
h. 21 | cafè barcellona, via barcellona 84, cagliari
passaggi per il bosco numero tre: apertura

Esiste il fine sociale?
Dal virtuale al reale per condividere un segno e trasformarlo di reciprocità.
Dalla rete al luogo per condividere le forme del fine sociale.
Come si manifesta il fine sociale?
Dove si manifesta il fine sociale?
Esiste il fine sociale?
narrazioni musicate a cura di casa lettrice malicuvata
voci e narrazioni di: simone rossi, alfio génitron, elena marinelli, primavera contu, massimo spiga, mauro tetti, alessandro ansuini, valentina picciau
musiche di: fabrizio bicio chinaglia, cugino lubitch, nicola pedroni

mercoledì 24 agosto 011
h. 19.00 | libreria mieleamaro, via manno 88, cagliari
Savina Dolores Massa, Mia figlia follia, Maestrale

Maddalenina, in testa un ridicolo fiocco rosa, vive emarginata in un paesino, col sostegno economico della pensione d’invalidità “per matti”. Alle nove del mattino, nel giorno del suo cinquantesimo compleanno, l’orologio a cucù della camera da letto le dà una risposta tanto attesa, tre nomi: Graziano Lucente, Quirico Malannata, Rocco delle Spezie. Ora Maddalenina sa. Adesso può finalmente realizzare il suo progetto di vita: mettere al mondo una bambina. L’approccio ai tre futuri improbabili mariti non sarà privo di peripezie, fra regolari sparizioni di ceri votivi dalla chiesa, il barbiere di paese indeciso se scacciare la matta o servirla, la vecchia e guaritrice muta Maria Carta (malgrado tutto eletta a confidente). Intanto la pancia inspiegabilmente si gonfia e un sogno, forse, prende letteralmente forma.
Introducono: Marta Casarini, Ornella Demuru e Gianni Stocchino

h. 22.00 | cafè barcellona, via barcellona 84, cagliari
simone rossi, croccantissima

Tabacco formaggio pomodori insalata zucchero caffè biscotti vino rosso acqua spaghetti uova zucchine: ogni tanto Marta si fa un elenco mentale delle sostanze che ha assunto nelle ultime quindici diciotto ore e sembra sempre una lista della spesa, tipo due tre euro di roba, una volta ha fatto il conto preciso e venivano due euro e settanta. No, non è vero: Marta non ha mai fatto un conto preciso in vita sua.
musiche di: cugino lubitch e fabrizio bicio chinaglia


giovedì 25 agosto 011
h. 17.00 | Lamerti LAB, via lanusei 7, cagliari
Mentre russo a più non posso sogno un osso tutto rosso

laboratorio di narrazione illustrata a cura di Elena Marinelli e Luca Congia
Parole e segni colorati che il gioco tradurrà in storie
Il laboratorio è destinato a bambini in età scolare dai 7 agli 11 anni. Il numero massimo delle iscrizioni al laboratorio è di 15 bambini.
Costo laboratorio: 12 euro
Iscrizioni
mail: malicuvata@gmail.com
tel: 3400778698

h. 20.00 | cafè barcellona, via barcellona 84, cagliari
fabrizio pittalis, molto spiacenti sir

a cura di caucaso factory, malicuvata, voici la bombe
letture di: alessandro ansuini, carlo palizzi, amilga quasino

h. 22.00 | cafè barcellona, via barcellona 84, cagliari
elena marinelli, la centoventotto rossa

Rec.
Un registratore nero da trentanove e novantanove in offerta ascolta persone, baci, grida, bambini, nonni e sorrisi, macchine, vetri, lacrime e addii; arriva a Capo del Mondo e nel garage di un meccanico e sui lividi di una ragazza. Come una trottola gira e volta e gira e volta e devi solo schiacciare il tasto rosso e aspettare che il mondo si faccia assorbire.
Stop.
Play.
musiche di: cugino lubitch e fabrizio bicio chinaglia

venerdì 26 agosto 011
h. 19.00 | libreria mieleamaro, via manno 88, cagliari
Alessandro de Roma, Quando tutto tace, Bompiani

Se un romanzo è un edificio a più piani, che succede la volta in cui un autore scopre di aver perso le chiavi del portone? O meglio, quando capisce che, ad avergliele rubate, è stato uno dei suoi personaggi? È questa la miccia che innesca “Quando tutto tace”. Qualche riga, e il buffo angelo caratteriale spedito a salvare dal suicidio una celebrità dello show business caduta in disgrazia – chiede conto all’autore del suo ruolo e delle sue azioni. È l’impasse di qualche pagina che, a poco a poco, squarcia il sipario delle apparenze, aprendo a un cammino doloroso verso la verità.
Introducono: Carlo Schiavo e Massimo Spiga

h. 22.00 | cafè barcellona, via barcellona 84, cagliari
circus delire: letture pubbliche malicuvate

racconti di: simone rossi, valentina picciau, alfio génitron, elena marinelli, dario falconi, marta casarini, primavera contu, fabrizio gabrielli, alessandro ansuini
musiche di: cugino lubitch, fabrizio bicio chinaglia, nicola pedroni

[a seguire]
Guido Catalano in reading
da La donna che si baciava con i lupi (LeBolleBlu edizioni)

sabato 27 agosto 011
cagliari – aritzo: carovana per il bosco

h. 10.00 | ritrovo in piazza bachis sulis (già piazza yenne), cagliari
h. 10.30 | (a) passaggi per il bosco: condividi l’auto allo stesso modo
info e prenotazioni redazioneopifice@gmail.com | 3400778698

h. 17.00 | Parco Pastissu, Aritzo
Chi era Bachis?

Laboratorio di narrazione illustrata a cura di Elena Marinelli e Luca Congia
Parole e segni colorati che il gioco tradurrà in storie
[prima parte]
Il laboratorio è destinato a bambini in età scolare dai 7 agli 11 anni. Il numero massimo delle iscrizioni al laboratorio è di 15 bambini.
Iscrizioni
mail: malicuvata@gmail.com
tel: 3400778698

h. 19.30 | Fontana Is Alinos, Aritzo
fabrizio pittalis, molto spiacenti sir

a cura di caucaso factory, malicuvata, voici la bombe
letture di: alessandro ansuini, stranos elementos, carlo palizzi, amilga quasino

h. 20.00 |Fontana Is Alinos, Aritzo
circus delire: letture pubbliche malicuvate

racconti di: simone rossi, alfio génitron, elena marinelli, dario falconi, primavera contu, marta casarini, valentina picciau, alessandro ansuini, mauro tetti, fabrizio gabrielli
musiche di: cugino lubitch, fabrizio bicio chinaglia, nicola pedroni

domenica 28 agosto 011
h. 11.00 | Parco Pastissu, Aritzo
Chi era Bachis?

Laboratorio di narrazione illustrata a cura di Elena Marinelli e Luca Congia
Parole e segni colorati che il gioco tradurrà in storie
[seconda parte]
Il laboratorio è destinato a bambini in età scolare dai 7 agli 11 anni. Il numero massimo delle iscrizioni al laboratorio è di 15 bambini.
Iscrizioni
mail: malicuvata@gmail.com
tel: 3400778698

h. 16.00 | Funtana ‘e Zialbara, Aritzo
identità, indipendenza, indipendentismo

strumenti e forme di narrazione e traduzione popolare
Il popolo necessita di narrazioni per farsi popolo, di narrazioni condivise, partecipate e non subite. La mediatizzazione dell’epoca che viviamo si nutre di narrazione e nutre la necessaria narrazione popolare. Basta il medium a farci popolo?
laboratorio di metapolitica a cura di gruppo opìfice e franciscu sedda

h. 19.00 | Pratza ‘e Antoni Sau, Aritzo
Fantasticu puzone: mosaico discorsivo di un poeta bandito

O di come la tradizione orale sconfisse la censura del potere.
Il verso entrava nell’orecchio e si attaccava alla memoria e gocciolava di tanto in tanto fino allo stomaco attraversando il cuore; c’era chi cantava una strofa o un componimento tutto intero, chi ricordava i suoi capelli e il viso pulito, le sue vesti e il suo cavallo.
Ascoltare e trascrivere fu il mosaico che consegnai alle mie genti.
di e con simone olla e valentina picciau
musiche: coro bachis sulis di aritzo

h. 21.00 | Pratza ‘e Antoni Sau, Aritzo
Guido Catalano in reading

da La donna che si baciava con i lupi (LeBolleBlu edizioni)
La donna che si baciava con i lupi è una raccolta di cinquantuno poesie, che gravitano intorno a tematiche differenti e a una ricca e variopinta galleria di personaggi. Sentimenti reali, quotidiani e vicini a ciascuno di noi sono tradotti in un mondo surreale, in cui si sorride su ogni aspetto della vita, si guarda con ironia ad ogni piccolo incidente.

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Gruppo Opìfice | nasce a Cagliari nel 2002 con l’obiettivo di coniugare pensiero e azione nella pratica metapolitica. Letteratura, filosofia politica, musica, cinema, arte sono gli ambiti di intervento che gli opificisti hanno esplorato in questi anni. Tutti esplosi (Giulio Perrone editore, 2007) è la prima pubblicazione; Racconti di periferie (Malicuvata, 2010) è la seconda; Non volere è potere (Autoproduzione 2010) è la terza pubblicazione. Da tre anni Gruppo Opìfice cura il festival di narrazioni Passaggi per il bosco.
Il sito internet è: opifice.it

Savina Dolores Massa | nasce e vive in Oristano. Da alcuni anni scrittrice a tempo pieno. È attiva, con l’Associazione pARTIcORali, nell’organizzazione di eventi culturali. Con il musicista jazz Gianfranco Fedele e con l’attore Alessandro Melis ha fondato recentemente la compagnia di spettacolo Hanife Ana. Con il romanzo Undici è giunta nella rosa dei finalisti al Premio Calvino 2006. Nel 2010 è uscito il suo ultimo libro Mia figlia follia (Maestrale). Il suo sito personale è: savinadoloresmassa.splinder.com

Marta Casarini | nasce nel 1984 a Bentivoglio, poi scrive.
Nel 2006 vince il corso di scrittura “Coop for words”, nel 2008 segue il corso di scrittura creativa di Marcello Fois a Bologna, poi scrive e legge un sacco. Nel 2009 escono il suo primo romanzo, Nina Nihil giù per terra, e il racconto Nam Myoho Renge Kyo pubblicati dalla casa editrice Voras. Collabora con Fernandel e la Casa Lettrice Malicuvata, dunque scrive.
Il suo sito internet è: soulproudchoppa.blogspot.com

Alessandro de Roma | nato in Sardegna nel 1970, oggi vive in Francia. Ha esordito per il Maestrale nel 2007 con Vita e morte di Ludovico Lauter (Premio Dessì, Premio Vigevano Opera Prima, finalista premio Viareggio); ora pubblicato in Francia per Gallimard. Nel 2008 ha pubblicato il romanzo La fine dei giorni (Libro del mese degli ascoltatori della trasmissione di Radio Tre Fahrenheit). Nel giugno 2010 è uscito il romanzo Il primo passo nel bosco (Il maestrale). Quando tutto tace (Bompiani) è il suo ultimo romanzo.
Il suo sito internet è: alessandroderoma.com

Guido Catalano | Nel 2000 pubblica il suo primo libro I cani hanno sempre ragione (Seed). 
Nel 2003 pubblica il suo secondo libro Sono un poeta, cara (Seed) la cui prefazione è curata da Roberto “Freak” Antoni, leader del gruppo rock demenziale “Skiantos”, con il quale inizia una collaborazione che lo porta ad esibirsi in serate di cabaret a Bologna e in altre località italiane. Nel 2006 esce il CD Sbronzi all’alba senza sigarette (Tremannaje Productions) con musiche di Gattico & Suzuki. Nel 2007 esce Motosega (Seed), il suo terzo libro di poesie.
La donna che si baciava con i lupi (LeBolleBlu edizioni) è la sua ultima pubblicazione.
il suo sito internet è: guidocatalano.it

Franciscu Sedda (Carloforte, 1976) | Docente di Semiotica presso l’Università “Tor Vergata” di Roma è anche vicepresidente dell’AISS – Associazione Italiana di Studi Semiotici. Ha pubblicato Tradurre la tradizione. Sardegna: su ballu, i corpi, la cultura (Meltemi, 2003), La vera storia della bandiera dei sardi (Condaghes, 2007), e l’ultimo I sardi sono capaci di amare. Coscienza e futuro di una nazione (Kita, 2010).
Ideatore dell’indipendentismo moderno – nonviolento, non nazionalista e non sardista – conclusasi l’esperienza con il movimento politico indipendentista iRS, che aveva contribuito a fondare nel 2003, Franciscu Sedda, nel 2011, è stato fra i costituenti di ProgReS – Progetu Repùblica de Sardigna.
Il suo sito internet, a metà tra un diario e un magazine, è: franciscusedda.splinder.com

Massimo Spiga | scrive romanzi, storie brevi, sceneggiature per fumetto ed, in generale, tutte le forme di comunicazione scritta che gli permettono di partecipare all’epoca in cui vive. In passato ha contribuito alla traduzione di videogiochi di successo mondiale come L.A. Noire e Red Dead Redemption per la Rockstar Games, ha co-fondato la casa editrice online Hybris Comics, collaborato alla rivista di cinema Teorema, si è impegnato in svariati altri progetti in cui la cultura e la tecnologia si incontrano e si alimentano a vicenda.
Tra le sue opere: Quel fottuto coniglietto giallo (Astra, 2001), Made in Italy: L’Infame (Hybris Comics, 2006), Hybris Jam (Hybris Comics, 2006), Freak III (SIE/Mimesis, 2007), Favole (EF, 2009), Backstage (Freebooks, 2010), il racconto Notte dell’Avvenire in Nyx (Arkadia, 2011), Bubble Shock vol.1 (Cagliostro, 2011). Tutti i suoi fumetti sono in corso di ripubblicazione per iPad grazie alla MeLeto Softwarehouse.

Luca Congia | ha la passione per il disegno, l’illustrazione, il fumetto, il ritratto e per James Joyce. Disegna soprattutto buffi personaggi dalla testa grande. Ultimamente si dedica anche alla scrittura di filastrocche illustrate.
Il suo sito internet è: lucacongia.it

Elena Marinelli | quando scrive è Osvaldo. O Teresa, dipende. Suonerebbe il contrabbasso, ma non riesce ad abbracciarlo. Fa delle gran ciambelle, sta sempre su internet e dicono sia piuttosto brava a leggere ad alta voce. Dorme sempre vicino alla porta. Il suo primo libro si chiama La centoventotto rossa.
È presente nel volume Racconti di periferie e altri racconti (di periferie) (Malicuvata, 2010) con il racconto Caro Osvaldo.
Abita qui: elenamarinelli.it

Simone Rossi | laureato in Semiotica a Bologna, è uno scrittore a cui piace suonare. Il suo primo libro si chiama La luna è girata strana (Zandegù, 2008). Il suo secondo libro si chiama sbriciolu(na)glio e gliel’ha pubblicato suo cugino. Scrive su Finzioni fin dal numero zero. Tuffa i biscotti nell’acqua.
È presente nel volume Racconti di periferie e altri racconti (di periferie) (Malicuvata, 2010) con il racconto Abbandono Oblio Deserto.
Il suo ultimo libro è croccantissima, e gliel’ha pubblicato nuovamente il cugino.
Ha un sito, come tutti: simone-rossi.it

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viale Kennedy, 10 – loc. Gidilau – 08031 Aritzo (NU)
tel. 0784 629251 – 338 1405558
fax 0784 629251
web: www.sufoxile.it – email: info@sufoxile.it

B&B IS ALINOS
via Is Alinos, 17 – 08031 Aritzo (NU)
tel. 0784 629130 – 333 8988090
web: www.bbisalinos.it – email: sebastiano.orr@alice.it

B&B LA BAITA
via Bigna e Marriccu, 4 – loc. Sant’Antonio –
08031 Aritzo (NU)
tel. 338 2484172 – 3271277738
web: www.labaita.org – email: labaitaaritzo@yahoo.it

B&B di ANTONIETTA CALLEDDA
via A. Maxia, 36 – 08031 Aritzo (NU)
tel. 0784 629565 – 0784 629115

B&B AL RIFUGIO
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cell. 333 6290747 – 331 3064890
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collaborazioni
casa lettrice malicuvata – bologna
circolo dei lettori miele amaro – cagliari
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Monteverde

Dalla A allo Zammù :: alfabeto letterario
a cura di Zammù Libreria e Casa Lettrice Malicuvata
Via Saragozza 32/a – Bologna

copt136 giugno 2009 :: h. 21.30
Gianfranco Franchi, Monteverde, Castelvecchi– introducono Marco Nardini e Simone Olla

Monteverde è un concentrato di storie sui nostri tempi, il luogo che dà voce a una vita di trentenne: né un romanzo né una raccolta di racconti. Oppure entrambi.

Dalla A allo Zammù :: alfabeto letterario
(
caledario completo>>)
Via Saragozza 32/a – Bologna