quarto giro a bologna

oggi siamo da zammù – sai che novità – con la quarta edizione di alfabeto letterario.
e simone rossi presenta il suo terzo libro.

anche il primo l’ha presentato da zammù. quel giorno aveva i pantaloni di nonno tonino, e c’era la musica e il violino, ti ricordi il violino di quel giorno? sì, anche il flauto mi ricordo, marta.
marta che poi si è sbriciolata ed è diventata un libro, il secondo.
il terzo è croccantissima. in epub qui.
e stasera elena marinelli lo legge a bologna, farabegoli lo disegna dal vivo, e bicio e lubitch se lo suonano, il libro.
e mi faranno barigada. eja.


giovedì 6 ottobre 2011
| h. 21.30

zammù vineria libreria caffetteria
via saragozza, 32/a
bologna

[seguirà calendario completo.]


Dalla A allo Zammù:: Rapsodia su un solo tema

Giovedì 18 novembre, negli spazi della Libreria Zammù in Via Saragozza 32/a, quinto appuntamento della rassegna letteraria Dalla A allo Zammù, a cura di Casa Lettrice Malicuvata.
Tutte le settimane: romanzi, racconti, poesie, illustrazioni, musiche.

giovedì 18 novembre 2010 h. 21.30 :: Claudio Morandini, Rapsodia su un solo tema, Manni
Nel 1996 Ethan Prescott, giovane compositore di Philadelphia, si reca più volte in Russia a incontrare l’anziano collega Rafail Dvoinikov, per una lunga intervista che è anche l’omaggio di un discepolo nei confronti di un maestro quasi dimenticato. Il titolo del progetto, Rapsodia su un solo tema, rimanda a una delle partiture più emblematiche di Dvoinikov. Il vecchio rievoca infanzia e giovinezza, incontri, amori, umiliazioni, con la libertà e il disincanto di chi finalmente non deve più rendere conto a nessuno. La sua musica e le sue parole dimostrano che si può rimanere liberi, come artisti e come uomini, anche sottostando alle direttive di un potere oppressivo.
Introducono Lorenzo Mari, Marco Nardini e Bruno Fiorini
Illustrazioni live di Kain Malcovich

Zammù Libreria
Via Saragozza 32/a – BOLOGNA
telefono: 051330303 sito
web: myspace.com/zammumalicuvata.wordpress.comwww.malicuvata.it
e-mail: zammu@tiscali.it –  malicuvata@gmail.com


Dalla A allo Zammù :: letture da I cani là fuori

venerdì 22 ottobre 2010 h. 21.30 :: Gianni Tetti, letture da I cani là fuori (Neo edizioni)
È la fame di un’umanità che non riesce a far tacere la propria parte selvaggia, animale. Vite sospese in un mondo in cui gli uomini appaiono come lupi, come predatori e prede, come cacciatori e cacciati. Le voci dei personaggi sono latrati che si alzano dagli angoli intimi e nascosti di una città che non ha nome, in un’armonia che è insieme buia e accecante. I cani là fuori parla di tutto questo e dice che Gianni Tetti è un narratore puro, di quelli difficili da trovare.
Illustrazioni live di Kain Malcovich

 

Zammù Libreria
Via Saragozza 32/a – BOLOGNA
telefono: 051330303 sito
web: myspace.com/zammumalicuvata.wordpress.comwww.malicuvata.it
e-mail: zammu@tiscali.it –  malicuvata@gmail.com


Dalla A allo Zammù:: alfabeto letterario – terza edizione

Venerdì 22 ottobre alle ore 21.30,
negli spazi della Libreria Zammù in Via Saragozza 32/a, prende il via la terza edizione della rassegna letteraria Dalla A allo Zammù,
curata da Casa Lettrice Malicuvata.

Tutte le settimane: romanzi, racconti, poesie, illustrazioni, musiche.
[che noia i comunicati. basta fare.]

programma:

 

venerdì 22 ottobre 2010 h. 21.30 :: Gianni Tetti, letture da I cani là fuori (Neo edizioni)
È la fame di un’umanità che non riesce a far tacere la propria parte selvaggia, animale. Vite sospese in un mondo in cui gli uomini appaiono come lupi, come predatori e prede, come cacciatori e cacciati. Le voci dei personaggi sono latrati che si alzano dagli angoli intimi e nascosti di una città che non ha nome, in un’armonia che è insieme buia e accecante. I cani là fuori parla di tutto questo e dice che Gianni Tetti è un narratore puro, di quelli difficili da trovare.
Illustrazioni live di Kain Malcovich

 

giovedì 28 ottobre 2010
h. 20.00 :: Idioteca – una rivista
presentazione dell’ultimo numero (Pre-Fabbrica) a cura di Alice Diacono
letture: Veronica Capozzoli, Emanuele Tumolo, Alice Piersanti e Gabriele Zobele
musiche: Manuele Palazzi (theremin) e Abele di Babele (sax e piano)
h. 22.00 :: leggere (altro) d’altri. e alla fine suonarlo

Carlo Palizzi legge Henry Miller, Marta Casarini legge Bill Bryson, Carlo Schiavo legge Dino Buzzati, Lorenzo Mari legge Luigi di Ruscio, Elena Marinelli legge Dave Eggers
illustrazioni live: Chiara Casarini

a seguire: Naif & i suoi amici – musiche popolari dal sud Italia.
(percussione, chitarra classica e flauto)

 

giovedì 4 novembre 2010 h. 21.30 :: Elena Marinelli, letture da La centoventotto rossa Rec.
Un registratore nero da trentanove e novantanove in offerta ascolta persone, baci, grida, bambini, nonni e sorrisi, macchine, vetri, lacrime e addii; arriva a Capo del Mondo e nel garage di un meccanico e sui lividi di una ragazza. Come una trottola gira e volta e gira e volta e devi solo schiacciare il tasto rosso e aspettare che il mondo si faccia assorbire. Stop. Play.
Musiche di: Cugino Lubitch e Fabrizio Chinaglia
Illustrazioni live di Kain Malcovich

 

giovedì 11 novembre 2010 h. 21.30 :: Marialuisa Fascì Spurio, I porti di Ulisse, Historica – cahier di viaggio
Ulisse tarda, steso sul ponte, senza tempesta, solo brezze leggere. Vagolare d’onde. E Itaca è senza legge, stanca di furori e luci. Stanca di coprirsi gli occhi. Di schiudere finestre, appendere teli. Di ingannare le sere sfogliando fiori. E quante volte da non sapersi più voltare. Introducono Francesca Mazzucato e Francesco Giubilei
Illustrazioni live di Kain Malcovich

 

giovedì 18 novembre 2010 h. 21.30 :: Claudio Morandini, Rapsodia su un solo te ma, Manni
Nel 1996 Ethan Prescott, giovane compositore di Philadelphia, si reca più volte in Russia a incontrare l’anziano collega Rafail Dvoinikov, per una lunga intervista che è anche l’omaggio di un discepolo nei confronti di un maestro quasi dimenticato. Il titolo del progetto, Rapsodia su un solo tema, rimanda a una delle partiture più emblematiche di Dvoinikov. Il vecchio rievoca infanzia e giovinezza, incontri, amori, umiliazioni, con la libertà e il disincanto di chi finalmente non deve più rendere conto a nessuno. La sua musica e le sue parole dimostrano che si può rimanere liberi, come artisti e come uomini, anche sottostando alle direttive di un potere oppressivo.
Introducono Lorenzo Mari, Marco Nardini e Bruno Fiorini
Illustrazioni live di Kain Malcovich

 

giovedì 25 novembre 2010 h. 21.30 :: Fabio Mele, Da principio era la neve, Lupo editore
Il Salento fa da sfondo all’inquietudine della generazione nata negli anni ottanta, che vive il proprio tempo ricostruendo a fatica i valori di un mondo globalizzato. Una storia d’amore e di amicizia, di musica, poesia e pensiero.
Introduce Carlo Schiavo
Illustrazioni live di Kain Malcovich

 

 

giovedì 2 dicembre 2010 h. 21.30 :: Gianluca Morozzi, Cicatrici, Guanda
In una grande città del Nord Italia, un uomo insospettabile ha compiuto un efferato delitto davanti a centinaia di testimoni. Nemo Quegg, un grigio e tranquillo tipografo di periferia, ha ucciso una persona con un coltello da cucina, in mezzo a una folla di bambini e genitori che assistevano alla sfilata di un circo. Poi ha gettato il coltello e ha aspettato con calma l’arrivo della polizia.
Introduce Marco Visinoni
Illustrazioni live di Kain Malcovich

 

 

giovedì 9 dicembre 2010 h. 21.30 :: Paolo Zardi, Antropometria, Neo edizioni
Antropometria è misurazione dell’essere umano, del corpo e delle sue componenti; ma anche, come suggerisce Paolo Zardi, misurazione di esistenze, di relazioni, di micro mondi dentro cui ogni suo racconto si muove per coglierne le fratture, i cambiamenti, le trasformazioni inattese. Introduce Morena Fanti
Illustrazioni live di Kain Malcovich

 

 

giovedì 16 dicembre 2010 h. 21.30 :: evviva la morte | di e con Massimiliano Chiamenti
Illustrazioni live di Kain Malcovich —

 

Zammù Libreria
Via Saragozza 32/a – BOLOGNA
telefono: 051330303 sito
web: myspace.com/zammumalicuvata.wordpress.comwww.malicuvata.it
e-mail: zammu@tiscali.it –  malicuvata@gmail.com


Dalla A allo Zammù:: Sconosciuti – una storia di reale virtualità

Casa Lettrice Malicuvata persenta:

giovedì 6 maggio 2010
h. 21.30 :: Sconosciuti – una storia di reale virtualità

Dagli incontri reali agli incontri virtuali; dalla vita alla chat. Quali sono gli incontri più “veri”? Quanto conosciamo chi ci sta accanto? Siamo disposti a rischiare un po’ del nostro mondo per fare entrare gli altri? Nell’arte come nell’amore, rischiare è difficile. Dall’unione di versi e musica, dalla contaminazione di parole ed emozioni, nasce questo incontro. Da due personalità artistiche differenti esce un misto di spettacolo-finzione sul mondo e sulle persone.
testi di: Morena Fanti e Marco Sforza
musiche di: Marco Sforza

Zammù, via Saragozza 32/a
Bologna


Dalla A allo Zammù :: Sempre chiuso ametà

giovedì 15 aprile 2010
ore 21.30 :: Sempre chiuso ametà: letture (pubbliche) sottovoce si era detto

solo. starmene ametà immaginando il femminile.
se lo faccia prestare da Carrol quel non detto bambina, quell’assenza foschìa di carezze sul viso, quel deserto su cui edificheranno genitori, scuola e società di Stato fino alla morte dell’assenza, fine dell’abbandono, inizio del ricordo e rappresentazione.
ancora solo, chiuso ametà. (cit.)
testi di: Decimo Cirenaica, Antonio Tirelli, Felice Malinconico, Alberto Roghudi, Rachele Fratti, Luisanna Gerace, Alfio Génitron, Cugino Lubitch, Ernesto Baj, Francesco Giuseppe Ritzu
musiche di: Cugino Lubitch, Simone Rossi, Paolo Grasselli, Chiara Nozza, Antonio Tirelli

Zammù, via Saragozza 32/a
Bologna


Alfabeto lettarario:: Frames e Romanza di Zurigo

Casa lettrice Malicuvata presenta:

Dalla A allo Zammù:: alfabeto letterario 

giovedì 11 marzo 2010
h. 21.30 :: Cahier di Viaggio: Frames e Romanza di Zurigo – interventi di Francesca Mazzucato, Graziano Cernoia, Barbara Gozzi, Francesco Giubilei
Zurigo è narrata per brevi, fulminanti mosaici, nei quali la città si fa scenografia, causa, pretesto, protagonista, occhio spione, fondale di cartone e beffarda spettatrice. Frames è una storia di strada, di musica e di amore.
Cahier di Viaggio è la collana diretta da Francesca Mazzucato per la casa editrice Historica.

Zammù, via Saragozza 32/a
Bologna


Dalla A allo Zammù :: Brain Gnu, Patagonìa e Katacrash

brain gnuCasa Lettrice Malicuvata presenta

Brain Gnu, Patagonìa e Katacrash
martedì 16 febbraio 2010
Vineria Libreria Zammù
Via Saragozza 32/a
Bologna

h. 20.30 :: Brain Gnu – Prospettiva editrice: progetto, catalogo, aperitivo
Introduce Andrea Giannasi
I libri della Collana BrainGnu sono deflagrazioni emotive, naufragi letterari, derive metropolitane. Scalpitìo di zoccoli nella savana. Tutùm tutùm. Paradosso e mutevolezza. Baratri ameni ed incantevoli, voragini vertiginose e feritoie di luce.

h. 21.30 :: Patagonìa di Dario Falconi e Katacrash di Fabrizio Gabrielli – introducono Antonio Tirelli e Grigi Bolero
Rosa e Rosario. Moglie e marito da venticinque anni.
Si regalano la Patagonia.
Il loro sogno d’amore.
Intanto tre giovanotti infottati con la doppia acca vivono la formazione deformata nel destino di una generazione degenere. Finché non arriverà il momento del fragoroso crollo. E sarà Katacrash.

interventi musicali di Simone Rossi
interventi sensoriali di Alfio Genitron


Racconti di periferie09

Casa lettrice Malicuvata presenta:
da Passaggi per il bosco 2009

 Bologna | Roma | Cagliari

reading

Racconti di periferie09 è il progetto letterario a cura di Gruppo Opìfice legato alla prima edizione di Passaggi per il bosco, festival di lettere e musica tenutosi a Cagliari dal 18 al 26 luglio 2009.

Tra i quarantadue racconti pervenuti entro il 15 luglio 2009, ne sono stati selezionati tredici per le letture pubbliche del 21 gennaio 2010 (Zammù, Bologna), del 22 gennaio 2010 (Simposio, Roma) e del 23 gennaio 2010 (Libreria MieleAmaro, Cagliari).

Un’altra valutazione ha visto selezionati quattordici racconti per la pubblicazione su opifice.it

L’ultima valutazione – entro la fine di marzo – fornirà i racconti selezionati per la pubblicazione cartacea.

La valutazione dei racconti è stata curata da Casa Lettrice Malicuvata.

BOLOGNA :: Zammù, Via Saragozza 32/a – Giovedì 21 gennaio 2010 – h.21.30

racconti di: Marco Visinoni, Simone Rossi, Dario Falconi, Erwin de Greef, Gianfranco Franchi, Marco Mazzucchelli

voci di: Carlo Palizzi, Antonio Tirelli, Marco Visinoni, Lautino Crippa, Grigi Bolero, Francesca Baroni

musiche di: Simone Rossi e Paolo Grasselli

ROMA :: Simposio, Via dei Latini 11 – Venerdì 22 gennaio 2010 – h.19.00

racconti di: Simone Rossi, Dario Falconi, Gianluca Liguori, Angelo Zabaglio e Andrea Coffami, Gianfranco Franchi, Vanni Santoni, Silvia Ancordi

voci di: Luca Moretti, Gianluca Liguori, Simone Ghelli, Carlo Palizzi, Gianfranco Franchi, Fabrizio Gabrielli, Silvia Ancordi

musiche di: Simone Rossi

CAGLIARI :: Libreria MieleAmaro, Via Manno 88 – Sabato 23 gennaio 2010 – h.19.00

racconti di: Fabio Medda, Dario Falconi, Gianfranco Franchi, Gianluca Morozzi, Aventino Loi, Marco Mazzucchelli

voci di: Decimo Cirenaica, Fabio Medda, Aventino Loi, Simone Belfiori, Mattia Piano

musiche di: Simone Belfiori

L’evento di giovedì 21 gennaio (Zammù, Bologna) aprirà la stagione 2010 della rassegna letteraria Dalla A allo Zammù curata da Casa Lettrice Malicuvata


Alfabeto di strade

TItolo: Alfabeto di strade (e altre vite)
Autore: Alberto Masala
Edizioni: Edizioni Maestrale, Nuoro 2009
Pagine: 216

di Barbara Gozzi

[…]
ainsi
de main en main
nous avons perpétué l’incertitude
fragile où nou vivons
là nous avons découvert
que
la main véritable
est celle qui peût saisir
chaque fois
un nom interdit
pour les caresses
qui donne aux choses
[…]

[Estratto da La main, Alberto Masala, 14 novembre 2002, Alfabeto di strade (e altre vite), Edizioni Maestrale, 2009]

Alfabeto di strade (e altre vite) raccoglie una selezione di componimenti di Alberto Masala,  nativo sardo, classe 1950, che attualmente abita a Bologna.

In questo volume si raccolgono due libretti (Taliban e Nella casa del boia entrambi con introduzione di Jack Hirschman) e componimenti poetici divisi in quattro sezioni che scandiscono anche cronologicamente le opere scelte: Leggerezza, Ritmo, Il condominio e A tenore.

La poesia in Italia è arte dimenticata, bistrattata, ridicolizzata e perfino totalmente ignorata.

Ma in questo libro ci sono parole “asciugate”, come ha spiegato l’autore in occasione di una presentazione nella caffetteria vineria Zammù di Bologna. “Bisogna sempre distinguere” ha detto Masala “tra le persone e chi occupa un certo spazio in quel momento. Le persone hanno anche delle miserie, tutti lo siamo e ce le portiamo in giro ogni giorno. Quando occupo un certo spazio, però, sto trasvivendo, in quel momento indosso voci, dico altro da me con la poesia”.

“Vivere di poesia” è per Masala esigenza di essere, entro maglie strette di una società (quella italiana in primis) che si nutre esclusivamente o quasi d’arte ufficiale, pratica, veloce, tra dinamiche commerciali e patinate.

Ma fare poesia non è un gioco, non si scherza. Basta ascoltare una lettura, dalla voce dello stesso autore che cadenza ritmi, intensità.

“Il poeta deve attrarre, mantenere l’attenzione e trasportare sensi” insiste Masala. Nessuna ricetta infallibile o preconfezionata, eppure un modo, un sentire, un approccio che dalla vita vissuta allunga lingue intense, dolorose, (pre)potenti. Non esiste strucco stilistico, geometria di forma. I sensi, i pesi delle parole, i respiri, le cadenze. Tutto ruota attorno all’urgenza, l’onestà nuda delle cose che nelle parole sfuggono alla morte.

C’è poi una preziosa “amministrazione del respiro” tra le opere di Masala dove il ritmo dominato dagli a capo è scelta sapiente, ponderata, che amplia la forza della lingua.

In questo libro che riunisce componimenti di anni e argomenti diversi, tra dediche, eventi di cronaca, affezioni, memorie, recupero di connessioni con altri sentire vicini (come Pasolini); in questo volume ebbro di frammenti, Masala trasporta, non media mai. Le parole sono tutte in fila, parlano, urlano, strappano carne, diramano percezioni diverse.
La lingua di Masala è anche miscelazione di più lingue che dall’italiano espandono, legano tra territori e non confini.

[…]
e tutto aveva ombra
ma non caddi
et j’aimais le soleil
chaque jour j’adorais
l’image-apparition della menzogna
del giorno che ancora spinge al mondo
creature come mosche
e idee feroci come cani
creando morti da nascondere

tu dois danser
sur les tombes des sans-nom
sur les corps de ceux sans sépolture
ouvre ton corps
pour absorber les liquides qui se dégagent […]

[Estratto di ad Artaud, Tolosa 18 Maggio 1997]

Come per ogni scrittura, ci sono punti che toccano maggiormente il lettore, ‘linee d’ombra’ che aggrediscono, altre che colmano, irradiano.
“Vedo Patrizia in ogni parola” ha detto Masala dopo aver letto canto per patrizia vicinelli (fossa n.2394- cimitero di Borgo Panigale). Il canto è stato scritto l’11 ottobre 1991, a qualche mese di distanza dalla morte della poetessa. Scrive Masala in calce al canto: “Scrivevo stando davanti ad una finestra aperta. Sul balcone di fronte vedevo dei fiori (mazzo di fiori compiacenti) e si annunciava rapidamente un temporale d’autunno.

[…]
PERCHÉ NOI CI SIAMO ADESSO NON QUANDO
piangendo  e come piangere
non possiamo dimenticare i compagni
quelli  che se ne sono andati
fratelli traditi dal pianto in gola
e allora la mia (generazione) era
verginità     violata    giovane     ingravidata
ha partorito da sinistra e nascevano talpe adolescenti
che hanno abbandonato in tempo le anime
sono già cenere  fiamma spenta
lavorano     vivono  credendolo opportuno
mettendo da parte pietre per
fare mura  portici blindati
[…]

[Estratto da canto per patrizia vicinelli]

Concludo questi appunti imperfetti con un’annotazione personale. Leggere poesia si dice sia difficile. Forse andrebbero recuperati gli incontri, gli spazi per condividere voci, ascolti, atmosfere, parole. Forse è solo più semplice spingere pulsanti, accendere circuiti che propongono interpretazioni, parole digerite. Forse è più immediato cliccare nella virtualità. Forse è un problema di lingua di carne incompresa, parole assorbite per indigestione entro dinamiche in corsa, affaticamenti, distrazioni assillanti, ossessioni senza forme. Forse è solo paura.

Resta il fatto che leggendo ad alta voce una qualunque pagina di Alfabeto di strade non si può – non si può – rimanerne indifferenti, foss’anche per confusione, disagio, accumulo di emozioni. È una sfida, io credo, sebbene anche il coraggio sia ormai sangue raro, il coraggio di lanciarsi rischiando di annegare.